Dieci anni di Juventus Stadium, Claudio Marchisio parla al canale Twitch dei bianconeri.

DAL 2011 - "Quella Juve non era cambiata così tanto. Quel mercato me lo ricordo bene, Vucinic e gli altri arrivavano agli ultimi giorni di mercato. Tutti questi anni di vittorie... e due anni senza vincere è stato davvero tosto. Entrare in questa casa era molto diverso perché in Italia era molto diverso. In campo col Notts non fu neanche così entusiasmante, col Parma è partita l'energia che è stato il contesto dello Stadium. 

INAUGURAZIONE - "Prima dell'inaugurazione non abbiamo passato tanto tempo tra prove e campo, l'abbiamo vissuta come tifosi. Come una famiglia che ha il sogno di farsi una casa! E per noi è stato lo stesso. Quando respiri quell'aria nuova, pulita, sai che tutto può ripartire. La giornata di oggi è emozionante, sono 10 anni e ho rivisto il gol mille volte. Una delle immagini che lego di più allo Stadium è il gol fatto con il Parma e il cinque che do ai tifosi. Ricordo il Delle alpi: prima che arrivassi dai tifosi passavano 10 minuti. Anche l'euforia del pubblico è stato fondamentale". 

PUNTI IN PIU' - "Lo dicono i risultati, le parole dei giocatori che venivano a giocare lì". 

QUEL GOL - "La palla di Andrea, ragazzi... non era solo da spingere in porta, ma la mia preoccupazione, guardando Andrea col sole negli occhi, e queste palle qui sai che sei vicino al portiere. Non avendo controllo pensi che il portiere arrivi addosso, credendo di scontrarmi con Mirante. Ho allungato al massimo e preso la palla. Il tempo d'inserimento è stato ancora più importante".

QUELLA PARTITA LI' - "Personalmente ho sentito il primo derby allo Stadium, il primo tra i professionisti per me. Il Toro era in B, e ricordo che due giorni prima con mister Conte e altri avevamo una cena di beneficienza, ecco lì l'ho sentito tanto e non potevo ricevere in dono destino migliore. Quell'annata del 2014, sempre in un derby, avevamo combattuto tantissimo. Fu il primo derby vinto all'ultimo e da lì se ne innescarono tantissimi. Juve-Barcellona allo Stadium anche. Era diverso da Berlino e facemmo partita fantastica".

LEGAME PIU' FORTE - "Gli amici sono pochi, nel mio percorso alla Juve ne ho conosciuti tanti, non solo sudando e vincendo e perdendo, ma anche fuori dal campo. Posso fare l'elenco da Del Piero, Buffon, Barzagli, Pepe, Giaccherini... ora che ho smesso inizio a rendermi conto di ciò che abbiamo scritto in questi anni. Ora possiamo parlare d'altro, ma abbiamo fatto qualcosa di storico. Io me ne sto accorgendo adesso e siamo stati bravi a farlo perché c'è stato merito dei singoli che hanno creato un gruppo con allenatori diversi a fare qualcosa di unico. Sfido gli altri club a fare ciò che abbiamo fatto".

AVVERSARIO PIU' FORTE - "Quello che ci ha appena lasciato, Ronaldo. Ci ha sempre segnato e ha regalato uno dei gol più belli della storia del calcio. Anche in casa nostra ha fatto un gesto spettacolare, poi ci ha eliminato ma è stato incredibile. Poi Iniesta: è stato un peccato non vederlo alzare il Pallone d'Oro. Ha tre cervelli, in testa e due ai piedi. Il modo di toccare il pallone era di una bellezza incredibile".