Schiena dritta e sguardo da duro, come sempre: così Mario Mandzukic è tornato a Torino, preparandosi alla quarta stagione con la Juventus dopo un’estate in cui l’idea di partire ha fatto più volte capolino. In mezzo, per Mr. No Good, è arrivata la soddisfazione di un secondo posto al Mondiale con la Croazia, per niente intaccata dalla sfortunata finale contro la Francia. Così, mentre i compagni alla Continassa festeggiavano il campione Matuidi, lui era già concentrato sull’immediato futuro e sulle novità che presenta. Una, su tutte, si chiama Cristiano Ronaldo.

DAL MERCATO A CRISTIANO - La tentazione per Mandzukic è arrivata negli scorsi mesi dal Manchester United di José Mourinho, quindi dal Borussia Dortmund, intenzionato fino a pochi giorni fa a riportare in Bundesliga il gigante croato. Niente da fare: a spingere per una prosecuzione del rapporto cominciato nell’estate 2015 è stata prima la Juventus - che nel frattempo aveva riconosciuto in Gonzalo Higuain il centravanti cedibile - e poi lo stesso giocatore, pronto a lavorare ancora con Max Allegri… e con Ronaldo. Già, l’arrivo di CR7 ha sconvolto prima il mercato e poi le gerarchie in casa bianconera, ma Mario non si scompone. “Cristiano alla Juve? Non mi interessa”, replicava alla vigilia della finale mondiale, quando la concentrazione era destinata ad un obiettivo ben più imminente. Adesso Mandzukic si è “interessato” eccome, e già dai primi allenamenti ha voluto dimostrare che lui c’è sempre, anche con il cinque volte Pallone d’Oro come concorrente.

L'ANTI-CR7 - Il volto pulito di Cristiano contro quello da bad boy di Mario, la perfezione (anche estetica) del portoghese contro la praticità talvolta sgraziata del croato: Mandzukic come “anti-Ronaldo”, in una stagione che li vedrà correre per la prima volta nella medesima direzione. Nei progetti di Allegri i due potrebbero anche giocare insieme, in un inedito attacco pesante con il numero 17 nelle vesti di “novello Benzema” per l’ex Real Madrid. Eppure è chiaro che sulla carta Mandzukic rappresenta la perfetta alternativa a CR7 nel ruolo di prima punta. Proprio come Cristiano durante i nove anni in Spagna, anche lui ha vissuto uno spostamento da esterno a centravanti, con la differenza che la posizione da “nove” è stata fin dall’inizio la più naturale per Mario.

SFIDA PER MAX - Basta esperimenti, dunque. “Mandzukic farà il centravanti”, parola di Allegri. La decisione, tuttavia, comporta una nuova sfida per il tecnico campione d’Italia: Mario deve segnare di più. Con 10 gol segnati in 43 presenze (5 in Serie A, 4 in Champions League e uno in Coppa Italia), il bottino del croato nella scorsa stagione non può essere considerato sufficiente, a maggior ragione di fronte al signor “450 reti in 438 partite con il Real”. Impossibile paragonarli sotto il profilo realizzativo, certo, ma nell’ottica di una rotazione di lusso è naturale che la Juve si aspetti una maggiore presenza sotto porta di Mario. “Anti-Ronaldo”, sì, ma con un obiettivo comune.

In gallery, le statistiche di Mandzukic e Ronaldo nella scorsa stagione


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