Nel calcio contemporaneo, abbiamo cominciato ad accorgerci negli ultimi anni dell'importanza cruciale dei terzini. Un ruolo che, da quando lo stile di gioco si è fatto più organico tra i reparti, si è dimostrato essere spesso ago della bilancia della forza effettiva di una squadra. Lo sa benissimo Jurgen Klopp, che in quel di Liverpool gongola, al pensiero di aver contemporaneamente in rosa Andrew Robertson e Trent Alexander-Arnold, probabilmente il meglio che ci sia, rispettivamente per fascia sinistra e destra. Insomma, una fortuna non concessa a tutti, vista anche la moria di giocatori di quella qualità, in quella posizione. La Juventus, ad esempio, si è trovata quest'anno a dover riadattare Cuadrado, mentre a sinistra si è trovata vincolata ad il solo Alex Sandro: non è segno per forza di scelte sbagliate sul mercato, ma anche delle difficoltà che ci sono nel trovare un giocatore che, veramente, sappia spostare gli equilibri in quella posizione, così defilata, ma così centrale nel gioco contemporaneo.

Infatti, l'equilibrio specialmente difensivo del Liverpool, parte proprio da quei due sugli esterni, che quasi a memoria dialogano, pur essendo dalla parte opposta del campo, riuscendo a tappare le falle che un pressing spregiudicato può talvolta portare. E la Juventus ne avrebbe bisogno di uno così. Uno che, ad esempio, possa anche giocare su entrambe le fasce, così da offrire sempre una soluzione di qualità. Uno come Achref Hakimi, terzino destro classe '98 del Borussia Dortmund in prestito dal Real Madrid. Non è un mistero che il suo profilo piaccia a Fabio Paratici, nemmeno un mistero il prezzo alto - 60 milioni - che ne fanno i blancos. Perché se ci si fida delle prime impressioni, non si può non fidarsi di Hakimi. 

Per lui, infatti, non parlano solo le giocate, ma anche i numeri. Hakimi è un perfetto prototipo di giocatore box to box: una definizione valida per i centrocampisti, certo, ma anche per i terzini, vista la propensione sia offensiva sia difensiva di alcuni di essi. E il terzino marocchino, ma nato in Spagna, ha numeri invidiabili su entrambi i fronti. Ad esempio, crea: tira almeno una volta a partita (1,35), mentre una ogni due fa almeno un gol od un assist (0,28 gol e 0,24 assist). Quel che sorprende, però, sono i dati che associa ad una fase offensiva di tutto rispetto: infatti, dietro, vince almeno un duello su due (52,7%), senza risparmiarsi nemmeno di testa (42,2%). Soprattutto, fa contrasti (1.8) e intercetti (1), con medie poi simili a quelle di Alexander-Arnold, per esempio (1.6 e 1.2). Sono numeri, che non dicono tutto, ma quello che rivelano lo affermano con certezza, per natura. Per questo Hakimi è sul taccuino della Juve e da Madrid non vorrebbero perderlo senza almeno averne testato prima tutte le grandi qualità.