Ricompattarsi. Perché quando tutto sembra andare per il verso sbagliato, un vero mantra da seguire non esiste. Esiste prendere una boccata d'ossigeno, aggiustare l'aggiustabile e poi vedere se il cerotto tiene. Se l'insieme riesce ancora a reggersi sulla ritrovata attenzione, sugli uomini scelti e sul sacrificio che deve necessariamente rientrare tra i ranghi di una squadra che è tanto forte quanto fragile. Che se viene a mancare un pezzo, soltanto uno, son dolori. Come in ogni meccanismo perfetto, le crepe sono praticamente dietro l'angolo.  RIECCO LA DIFESA - Allegri però non fa più la conta. Semplicemente, adesso, ha intenzione di chiudere a chiave l'infermeria e riprendersi un po' di quella sfortuna che l'aveva ingiustamente tartassato. Barzagli a bordocampo è stato un esercizio di stile, un bel ritorno che ha una chiave di volta nelle parole, nei gesti, negli sguardi. Bonucci tornerà a dare velocità alla manovra, Chiellini completerà tutto il resto, che la sua rudezza è solo la ciliegina di una torta che sfamerà ogni dubbio. Riecco la difesa, allora. Rieccola in sette giorni, prima dell'Atletico, prima dei sudori freddi e delle gare che contano un bel po'. Sembrava tutto perduto tra Roma, Bergamo e il quarto d'ora di follia contro il Parma. Sassuolo ha rischiarato gli animi e ridato alla Juve lo scettro di super organismo difensivo. Pazienza se agli esami Rugani sia passato con l'aiuto del prof, pazienza se Caceres ha dovuto un po' penare per riscoprirsi ancor più solido. Pazienza se son tornati le sbavature e i patemi. Il passato è stato ben surfato, nonostante i paroloni e i parolieri. Adesso si torna a fare sul serio, con il capitano, il regista arretrato e un po' di sana spavalderia. Parte tutto da lì. Anche il desiderio di non fermarsi mai. Mai più.