Tomas Esteves ruba l'occhio. Il nuovo talento del Porto, classe 2002, che è entrato nei radar della Juventus, si lascia guardare. Non solo per la clausola da 10 milioni che taglierebbe ogni potenziale concorrente, vedasi Borussia Dortmund, dalla corsa per acquistarlo, ma anche per le qualità tecniche che, sebbene la giovane età, dimostra di avere. Terzino destro, slanciato ed elegante tanto nel fisico quanto nel movimento, Esteves ha un particolare e raffinato tocco di palla, che lo porta spesso a cercare il dribbling, anche spettacolare, per saltare l'avversario. Quest'anno, vista ancora la giovane età, ha giocato nella seconda squadra del Porto, oltre ad aver già esordito anche con la Nazionale U21. 

Futuro promettente, quindi, ma non certo. Soprattutto, per lo scetticismo che ruota attorno al ruolo che ricopre e, specialmente, a come lo interpreta. Esteves, infatti, è il classico terzino-ala, molto più interessato ad avere il pallone che a recuperarlo. Una caratteristica che potrebbe portarlo ad avere difficoltà di adattamento in futuro, se non altro dal punto di vista tattico. No, non è l'erede di Cancelo, anche se per propensione offensiva potrebbe sembrare. Rispetto a Cancelo, ama giocare più verso il centro del campo, come detto portando la palla al piede, piuttosto che cercare di dare spazio alla squadra. Assomiglia, in tal senso, più a Cuadrado quando Sarri ha scelto di schierarlo terzino.