Fosse ancora con noi e attivo il maestro Giuan Brera, non vi sarebbero dubbi. Oggi su un suo ipotetico commento all’impresa bianconera avremmo avuto modo di leggere di una “Juventus tripallica” ovvero dotata di un genitale aggiuntivo a quelli previsti dalla natura. 

Teorema anatomico confermato in diretta televisiva dal fenomeno Cristiano Ronaldo il quale, essendo un alieno, probabilmente possiede davvero tre palle e lo ha voluto sottolineare con ampi gesti davanti alle telecamere. Una replica in risposta al medesimo gesto compiuto dal Cholo Simeone quindici giorni prima per il quale venne multato e mediaticamente impalato dai moralisti. Ora vedremo se CR7 dovrà anche lui pagare una multa per atti sconvenienti contro la decenza e il pudore.

Del resto, l’intera serata di ieri era stata dedicata ufficialmente alla celebrazione dei coglioni intesi come attributi fisici maschili e non come sciagurati ultras. Aveva aperto Fabio Caressa sulla Rete Sky per gli abbonati del Canale Sport dicendo: “También tenemos les huevos” e l’ha chiusa Bonucci a fine gara urlando nel microfono: “Ci abbiamo messo le palle, alè”. Insomma un inno, senza possibilità di fraintendimenti, ad un certo tipo di celodurismo applicato al calcio che, come è noto a tutti, non è uno sport per signorine anche se le ragazze del pallone al femminile sanno dimostrare il contrario.
Ora, al di là di queste manifestazioni un poco troglodite e tribali (proprio così!) seppure comprensibili dato l’ambiente non certamente signorile in cui maturano, personalmente preferisco soffermarmi e sottolineare quanto e come sul successo, quasi insperato, della Juventus abbia pesato oltre alla massiccia dose di testosterone dei giocatori la quantità di materia cerebrale usata da Massimiliano Allegri per assemblare una squadra “diversa” in grado di compiere il miracolo della remuntada. 

Non a caso proprio la presenza di Bernardeschi, di Spinazzola e soprattutto quella del turco-tedesco Emre Can hanno dato un senso compiuto all’opera pensata dal tecnico bianconero il quale con questo test superato alla grande non potrà mai più essere messo in discussione. Insomma, i coglioni da soli probabilmente non sarebbero bastati senza l’uso preventivo del cervello da parte di chi ha dimostrato intelligenza professionale e vocazione innata al successo senza il bisogno di mostrare a tutti quanto è macho. Un aspetto privato e personale che Allegri riserverà per la sua Ambra.