Stasera si gioca Juventus-Milan. Novanta minuti più recupero in cui può succedere di tutto, come in ogni partita secca che si rispetti. Prima e dopo, però, non c'è partita. Non c'è più, nella migliore delle ipotesi per l'ambiente rossonero non c'è ancora. La differenza tra Juve e Milan oggi è abissale, lo dice il campo, lo confermano i numeri, che siano quelli della classifica o dei bilanci. E lo ribadisce il mercato, anzi il re del mercato: Mino Raiola. Che con la Juve collabora (lautamente retribuito) progettando presente e futuro, con il Milan prova a rinfrescare pagine di storia ormai ingiallite. 

CON LA JUVE - Alla Juve ha portato Matthijs de Ligt, pianifica l'assalto a Erling Braut Haaland, studia la strategia per Paul Pogba. Anche quest'ultimo sarebbe un bel tuffo nel passato, ma per un calciatore di 26 anni che nonostante la crisi del Manchester United rimane quanto di meglio ci sia nel ruolo di centrocampista, sotto tanti punti di vista: operazione alla Ronaldo dal punto di vista economico, complicata ma non impossibile. Esattamente come quella che conduce ad Haaland: è vero che poteva essere bianconero per 4 o 5 milioni (leggi qui), ma il rifiuto della punta norvegese strada facendo si è rivelata scelta azzeccata per la sua crescita. Oggi lo vogliono tutti, la Juve lo vuole ancora. E papà Alf-Inge ha deciso di consegnare a Raiola le chiavi del suo futuro, forse un altro gol che può avvicinarlo alla Juve. Si fa il futuro insomma.

CON IL MILAN – La cessione di Moise Kean è stata un sacrificio forse inevitabile per la Juve, ponderato e fin qui per nulla rimpianto (ma è presto, troppo presto per capirlo). Quella di Gigio Donnarumma, se dovesse avvenire, sarebbe altrettanto inevitabile ma per la differenza di valore e potenziale del portierone azzurro rispetto al contesto milanista in cui si trova da anni. E da anni Raiola sta provando a portarlo via da Milano, tanti motivi ci saranno per questo. Piuttosto in rossonero è meglio portare un fenomeno del passato rispetto a uno del futuro. Come Zlatan Ibrahimovic. Una trattativa, una voce, smentita a ogni pié sospinto dal club rossonero. Ma al Milan uno come Ibra farebbe comodo, anzi la differenza. Pur essendo il passato. Perché anche sul mercato, il Milan sembra ancorato ai ricordi.