Dopo gli eccessivi, ma comprensibili, entusiasmi per la prima parte del mercato della Juventus, cominciano i primi scricchiolii. Anzi qualcosa di più. L’addio di Marotta e soprattutto la defenestrazione di Allegri, con conseguente scelta di Sarri, avevano acceso un entusiasmo incondizionato per la coppia Paratici-Nedved: nasceva la nuova Juve, finalmente libera dalla prudenza allegriana: coraggiosa, vincente, bella a vedersi. De Ligt, tanto bramato, e troppo atteso (eccessive le aspettative) era, insieme all’ottimo investimento su Demiral, il coronamento finale.

Ma…i nodi hanno cominciato a venire al pettine. E’ giunta l’ora dei conti, economici e tattici. La Juve con necessità di sfoltire la rosa e di vendere si è trovata incartata, così Paratici ha cominciato a destare, non solo in molti tifosi, anche in qualche osservatore, più d’un sospetto: "Bravo a comprare, ma non a vendere", "Forse un po’ troppo imprudente", "Incapace di equilibrio strategico". E così via con commenti sempre più critici. Commenti eccessivamente negativi, perché il mercato non è chiuso e perché la situazione attuale è figlia anche di scelte passate. Prima di tutto, i rinnovi milionari siglati ai tempi di Marotta, poi i contratti pesanti di Higuain e Mandzukic, che oggi pesano come un’ingombrante eredità. Ma il fatto di aspettare fino alla fine o di non aver capito che più il tempo passa e più la potenziale vendita si deprezza, forse andava considerato. I casi Higuain, Khedira, Rugani, Dybala son altrettanti micro-casi Icardi. Non uguali, con una dinamica, però, simile, almeno in un elemento centrale: insistere a vendere non vuol dire riuscirci, anzi: il compratore attende, tira sul prezzo e aspetta il saldo, cioè lo sconto dovuto.

Paratici, inoltre, si è assunto il rischio di far partire la squadra con De Sciglio titolare, prendendo un terzino fermo ai box da un anno e lasciando sguarnita la riserva eventuale di Alex Sandro. La stessa conferma di quest’ultimo desta qualche preoccupazione, dopo un anno incolore, riscattato solo in parte da una buona Coppa America. Dirottare Pellegrini al Cagliari era proprio necessario? Si è chiesto qualcuno. E per 2 milioni di euro? Aspettiamo pure la fine del mercato, ma la Juve a 15 giorni dalla chiusura appare davvero incartata. Esuberi in attacco e a centrocampo, penuria in difesa. Col risultato di uno squilibrio evidente. Insomma, i dubbi sono più che leciti.