commenta
La Juve va. Continua, lotta, propone gioco. E soprattutto è lineare, figlia di un percorso che sta esaltando tutte le sue doti. Specialmente quelle di cui già si aveva sentore e traccia, come la solidità. Da lì non si scappa: Allegri ha eretto un muro e poi lasciato in pasto agli attaccanti il piatto principale. I gol arrivano per talento, a volte anche per inerzia. Ma dietro è un'altra storia: servono movimenti, coesione, unione d'intenti. Serve essere una squadra. E negli ultimi 8 anni, l'unico punto in comune tra tutti questi travestimenti della Vecchia Signora, è stata proprio il gruppo. 

IMBATTUTA - La Juve resta l'unica squadra imbattuta in Europa. Dopo la sconfitta del Borussia Dortmund in Champions League, ai danni di un Atletico Madrid ritrovato e contornato dai suoi gioielli più splendenti, i bianconeri si sono presi l'altra metà della corona e ora continuano a guardare tutti dall'alto. Chiaro: stasera c'è il match con lo United, valido per la quarta giornata di una Champions League in cui la voce si sta facendo sempre più grossa. Come va valutato, allora? Come un piccolo primato che parla chiaro. Che va considerato in tutti i suoi fattori: dai cambi di 'leadership' agli innesti sulla pelle di una squadra che viaggia a una velocità diversa dalla scorsa stagione. Del resto, è una vecchia legge della vita, neanche questa scarabocchiata da nessuna parte: quando arrivano le batoste più dure (vedi Madrid), c'è chi si sta già prodigando per farti trovare gli interessi sotto al cuscino.