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La Juventus si prepara per difendersi sul caso plusvalenze. In attesa delle motivazioni della Corte federale in merito ai 15 punti di penalizzazione in classifica, il club bianconero studia le carte cercando un vizio di forma per convincere il Collegio di Garanzia presso il Coni ad accettare il ricorso che presenterà la società contro la legittimità della sentenza, unico giudizio possibile per il Collegio che non può entrare nel merito e modificare la penalizzazione. Il primo riguarda l'inammissibilità della revocazione per il potenziale sforamento dei termini, ma è l'unico.

VIZIO DI FORMA - Come si legge sulla Gazzetta dello Sport, infatti, il nodo è legato all'articolo 4 del Codice di Giustizia Sportiva richiamato dal procuratore federale Chiné sui "doveri di lealtà, correttezza e probità". Questo articolo non era stato contestato alla Juventus quando inizialmente era stata assolta lo scorso aprile. Come spiega la Rosea: "Come noto, la Procura federale ha portato davanti alla Corte un’istanza di revocazione (procedura di per sé eccezionale) per ripetere il secondo grado di un procedimento con sentenza già passata in giudicato (con la Juventus assolta). Dal punto di vista procedurale, pur facendo parte di un unico processo (iniziato con il deferimento dell’1 aprile 2022), l’accusa può modificare alla luce delle nuove prove raccolte (intercettazioni e documenti raccolti negli atti dell’inchiesta Prisma) le sanzioni, purché siano previste dagli stessi capi di incolpazione presentati all’inizio del processo stesso". Ai bianconeri erano stati contestati l'articolo 6 (comma 1 e 2 sulla responsabilità diretta e oggettiva del club sull'operato dei propri rappresentanti e dirigenti) e l'articolo 31 (comma 1 sugli illeciti amministrativi come le plusvalenze, sanzionati con ammenda con diffida perché si parla di violazioni che non incidono sull'iscrizione al campionato trattate nel comma 2). 

LA CONTESTAZIONE - "E' stato dunque contestato un illecito non presente nel primo deferimento? Per la Procura no, perché in quel documento erano accusati di aver violato l’articolo 4 tutti i dirigenti coinvolti e visto che il club ne è responsabile (direttamente e oggettivamente) la sanzione della penalizzazione può essere comunque addebitata alla Juve", spiega la Gazzetta. Che aggiunge: "Gli avvocati bianconeri non sono d’accordo. Lo hanno fatto presente anche nelle controrepliche con cui si è chiusa l’udienza davanti alla Corte d’Appello Figc («L’articolo 4 non è espressamente richiamato nella contestazione contro la società, oltre al 31 c’è solo l’articolo 6. Non si possono integrare due illeciti rispetto allo stesso fatto. La Procura sta cercando di celebrare un altro tipo di processo con un altro tipo di contestazione», aveva rivendicato Bellacosa)".