Antijuventinismo h.24 - La Colonna Infame: c​ontinua la rubrica che monitora l’odio contro la Juve.  

Nella sua intervista, durante “Propaganda Live”, Daniele De Rossi ha parlato di un sacco di cose, toccando (e ti pareva…) anche la Juve. Gli scudetti vinti dalla squadra bianconera non se li ricorda, però “Agnelli rispetta le regole, quindi sono due scudetti in meno”. Lapalissiano, “elementare caro Watson”, infatti due scudetti li hanno tolti alla Juve, se lui stesso dice che ne ha due in meno. Certo, De Rossi è “uomo d’onore”, ma non si può risparmiare la frecciatina polemica contro il presidente juventino, che “rispettando le regole” dovrebbe abbozzare e abbandonare la propria (ma non solo sua) opinione sui due scudetti revocati ingiustamente. CIASCUNO IN CASA PROPRIA - Inoltre, dovrebbe, all’Allianz (cioè a casa Juve) cancellare il numero 38. De Rossi che è “uomo d’onore” ritiene che le sentenze non si possano discutere? Invece, alla Juve pensano, legittimamente, che esista il diritto di discutere Calciopoli, lo scudetto assegnato da un interista all’Inter (giunta terza) e ricordare, in casa propria, gli scudetti vinti. Ricordare, discutere, criticare non significa andare contro le regole. De Rossi che è “uomo d’onore” preferisce invece dimenticare il suo terzo scudetto. Quello vinto dalla Roma nel 2001 con le regole cambiate in corsa dall’allora commissario della Figc Petrucci, qualche anno prima già vicepresidente della Roma.

CARO DANIELE... - Non è vero che, nella settimana precedente Juve-Roma, Petrucci cambiò il regolamento permettendo ai giallorossi di schierare Nakata il quale fino a pochi giorni prima non avrebbe potuto giocare a causa di un passaporto extracomunitario? Nakata in quella partita, che consegnò lo scudetto alla Roma, fu determinante. De Rossi “che rispetta le regole” se lo ricorda?