Dejan Kulusevski potrebbe diventare presto un caso. Infatti, il giocatore acquistato dalla Juventus a gennaio e rimasto in prestito al Parma, è diventato un vero e proprio rebus per le due società. Gli accordi prestabiliti parlano inevitabilmente di 30 giugno, il termine naturale della stagione in situazioni di normalità, ma l'emergenza coronavirus ha scardinato ogni regola. Per i prestiti basta un accordo tra società e giocatori, affinché vengano prolungati oltre le scadenze, ma ancora si fatica a trovare la quadra. Ieri, Daniele Faggiano, direttore sportivo dei ducali, ha ammesso: "Non si capisce cosa farà... con la scusa che c'è tempo, ora però il tempo sta passando. Non so da chi dipende, ma sono preoccupato perché sarebbe stato meglio prendere una decisione univoca" avvolgendo nel mistero tutta la situazione. 

Così, ora la Juventus si trova ad un bivio. Se dovesse richiamare il giocatore il 30 giugno, ovviamente non potrebbe giocare in bianconero fino alla nuova stagione. I lati positivi di averlo già alla Continassa sono allettanti: il classe '00 avrebbe il tempo per conoscere la squadra, ma ancor più si eviterebbero potenziali infortuni, specialmente in questa fase delicata di ripresa del campionato. Inoltre, per i bianconeri sarebbe una sorta di "vendetta" verso il Parma che si è opposto a gennaio per farlo diventare subito juventino. Eppure, fare la guerra ai ducali non rientra nei piani della Juve, per questo potrebbe essere sconveniente richiamarlo subito. Si creerebbe un danno d'immagine, oltre al fatto che Kulusevski, dopo questi tre mesi, starebbe fermo altri tre. Vero che sarebbe esente da rischi, ma ne vale davvero la pena, vista anche la giovane età?

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