Quindici mesi fa, quando ha debuttato nella Juve, Dejan Kulusevski sembrava un predestinato. Prima partita, primo gol, tra l’altro decisivo perché utile per sbloccare il risultato contro la Samp (la partita era poi finita 3-0). Si aveva la sensazione di essere davanti a un calciatore speciale: uno che, a vent’anni, entra e incide in una grande squadra, di solito è un predestinato. Invece pian piano lo svedesino si è un po’ perso, fino a smarrire definitivamente la strada. Per colpa di chi?

In gran parte della Juve, che in questo periodo è sempre stata nel caos e mai lo ha messo nelle condizioni ideali per esprimersi al massimo; in parte inferiore anche sua, personale, perché probabilmente ha sofferto questa situazione di difficoltà e non è riuscito a emergere, lasciandosi spegnere. Poi metteteci gli allenatori, prima Pirlo e poi Allegri: nessuno dei due lo ha schierato con continuità nel suo ruolo ideale, quello in cui si è affermato nel grande calcio al punto da convincere la stessa Juve a investire 40 milioni su di lui. A Parma, nella stagione dell’esplosione, Kulusevski veniva utilizzato come esterno destro d’attacco, un’ala spesso incontenibile. Quando è stato impiegato in quella posizione a Torino? Quasi mai.

Dopo quindici mesi, la Juve ha deciso di scaricare Kulusevski. Ma davvero questo ragazzo non vale una grande squadra? Noi pensiamo che possa essere protagonista in un club di vertice, perché ha le qualità per riuscire a imporsi: la rapidità nel breve, la corsa, la tecnica, anche il senso del gol. Ha però bisogno di una società disposta a puntare su di lui in modo compiuto, inserendolo in un progetto tecnico chiaro, dandogli fiducia, non accantonandolo alle prime difficoltà. Ha estimatori in Premier League, là ci sono le risorse economiche per convincere la Juve a cederlo (e per rilanciare il mercato di gennaio dei bianconeri). Ma anche in Italia ci sarebbero, anzi ci sono, molte squadre per le quali Kulusevski sarebbe un valore preziosissimo.

Vi immaginate Kulusevski - ad esempio - nel 4-3-3 di Sarri oppure di Italiano? Lazio e Fiorentina avrebbero un giocatore costruito apposta per quel calcio, che cerca continuamente le fasce, che chiede agli esterni d’attacco di fare la differenza. Ma anche il Napoli ne beneficerebbe, benché in quelle posizioni Spalletti abbia più soluzioni rispetto ai biancocelesti e ai viola. E perfino il Milan sarebbe un habitat giusto, quasi ideale per Kulusevski: un club che non ha paura a puntare sui giovani e a lavorare per valorizzarli; un allenatore che potrebbe schierarlo sulla destra oppure da trequartista. La Juve lo scarica, ma Dejan ha un bel futuro. Basta che capiti nel posto giusto.

@steagresti