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Ci sono tuoni e fulmini, ma non piove, non per ora. A Kulusevski andrebbe consigliato di scendere con l'ombrello, in attesa di definire meglio il suo clima, il tempo che ha fatto e sta facendo alla Juventus. Al secondo anno, dopo una prima stagione di transizione, si ritrova punto interrogativo tra tanti ed era difficile prevedere qualcosa di diverso. Questione d'età e questione di ruolo. Questione di enigmi, in ogni caso. Che Pirlo ha provato a decifrare dandogli prima l'attacco, poi il centrocampo, poi ancora l'attacco. Allegri ha appena iniziato un percorso e sembra piuttosto in salita.

NON E' UN TOP - Per il tecnico toscano, Dejan non è un top. Di nuovo: non per ora. L'ha chiarito nella conferenza stampa di presentazione rispondendo a domanda diretta: un giocatore può costare anche 300 milioni di euro, ma - se giovane - ha bisogno di un percorso di crescita che livella qualsiasi cifra sia stata spesa o attribuita. Come a dire: fuori dalle leggi del mercato esistono i comandamenti del campo. E vanno osservati, e analizzati, e infine riformulati in risposte. Oggi Kulusevski, nonostante 40 milioni d'investimento, non rappresenta il fulcro della squadra (come forse ci si aspettava, considerata la situazione di Dybala); oggi è alla stregua di un valore aggiunto. Per questo non può sentirsi "al sicuro". 

L'OCCASIONE - Non è un caso che nella frenesia finale del mercato della Juve, quando si valutavano operazioni e occasioni, tra i maggiori indiziati a fare spazio ci fosse proprio lo svedese. Il contatto con l'Atalanta è già storia, e se avesse avuto un ingaggio inferiore chissà quale sarebbe stato il finale. In ogni caso, sono pensieri ben lontani dal diktat di Allegri, l'unico che in questo momento Kulusevski dovrà ascoltare: non esiste ciò che è stato, c'è "solo da fare". A Napoli, occasione ghiotta, per partenze e (le sue) ripartenze. Non sarà ancora un top, però sarebbe buona giornata per dimostrarsi ad altezza Juve.