"Mentre il Milan ha preparato la Supercoppa con una battaglia di centoventi minuti contro la Samp (e almeno l’ha vinta), la Juve ha sostenuto un buon allenamento in quel di Bologna (ha prevalso 2-0) benché abbia lasciato in panchina le sue stelle più splendenti, a cominciare da Ronaldo. Mercoledì, nella sfida che darà il primo trofeo della stagione, Allegri partirà dunque con un vantaggio in più rispetto a Gattuso: la freschezza atletica. Come se non bastasse la differenza tecnica.

Oltre a qualificarsi ai quarti di Coppa Italia, dove troverà la vincente di Cagliari-Atalanta, la Juve a Bologna ha anche verificato le condizioni di due ragazzi sui quali in queste settimane di mercato aperto ci sarà da discutere.

Il primo è Kean, che il bulimico Allegri vuole tenere con sé, convinto che gli possa tornare utile. La nostra convinzione è che invece troverà raramente spazio, perché quando le partite conteranno davvero gli saranno preferiti altri, com’è scontato e normale che sia: se hai Ronaldo, Dybala, Mandzukic (per quanto adesso infortunato), Douglas Costa e Bernardeschi (autore del primo gol al Bologna), come può trovare spazio un ragazzino del 2000? E allora meglio mandarlo in prestito, perché il giovane Moise è pronto per essere titolare in serie A - non nella Juve ovviamente - per qualità tecniche, fisiche e anche temperamentali (ci pare francamente che abbia un’altra testa e un altro atteggiamento rispetto a Balotelli, al quale viene spesso paragonato). A Bologna, Kean si è proposto, ha lottato e segnato anche un gol, quello del raddoppio: non una prestazione sensazionale, però decisamente positiva, e la sensazione è che possa dare molto di più".

Di Stefano Agresti, per Calciomercato.com