Juventus-Roma di domenica sera sarà anche un altro capitolo della rivalità tra José Mourinho e la Juventus. Una rivalità nata con l'approdo dello Special One in Italia nel 2008, all'Inter, e fatta di frecciate, dichiarazioni al veleno, polemiche. Ma anche di qualche raro attestato di stima. Sono sette le volte in cui le strade di Mou e della Vecchia Signora si sono incrociate: cinque volte con l'Inter, due con il Manchester United. Il bilancio? Sorride all'allenatore, che ha vinto quattro partite, perdendone due e pareggiandone una.

LE SCHERMAGLIE - Tutto ebbe inizio nella celebre conferenza stampa degli "zeru tituli", in cui Mourinho non risparmiò nessuna delle avversarie dell'Inter: "Non si è parlato della Juventus - disse - che ha conquistato tanti punti con errori arbitrali". Un anno dopo, nel 2010, dopo un rigore concesso ai bianconeri Mourinho commentò ironicamente: "Solo in Italia c'è un'area di rigore di 25 metri". Lasciata l'Italia, lo Special One tirò in ballo la Juve anche da allenatore del Real Madrid nel 2011: "Allenarla? Non potrei mai, ho vestito la maglia dell'Inter". Quattro anni dopo, nel 2015, da allenatore del Chelsea si rivolse direttamente ad Allegri: argomento? Il mercato: "So che ha parlato per un'estate intera di Oscar e Ramires, io non lo farò". Si arriva così al 2018 e alla doppia sfida con il Manchester United: a Old Trafford, in risposta ai cori del settore ospite, Mourinho risponde con le tre dita, a ricordare loro il triplete del 2010; al ritorno a Torino, dopo la rimonta dei Red Devils, si porta la mano sull'orecchio in segno di scherno. 

LE ECCEZIONI - Non manca però qualche attestato di stima. Il primo nel 2017, dopo la memorabile vittoria della Juventus sul Barcellona in Champions League, 3-0 ai quarti di finale: "Sorpreso? Non posso esserlo da una squadra che lavora per migliorarsi anno dopo anno". E poi, nei confronti di Bonucci e Chiellini, dopo l'andata del 2018 conclusasi 1-0 per i bianconeri: "Dovrebbero tenere un corso ad Harvard su come si difende, sono dei professori", concetto ribadito anche dopo la vittoria degli azzurri a Euro 2020. Aspettando la prossima puntata...