La Juve ci ha aperto le porte per una chiacchierata a tu per tu con Stefano Braghin, Head of Academy Organizational Department and Juventus Women. Un’opportunità riservata al web, che abbiamo accolto con entusiasmo. La Juve sta facendo da traino ad un intero movimento, quello del calcio femminile, finalmente in ascesa anche in Italia: “Qualche barriera ancora c’è – ci confida Braghin - non tanto sulle persone ma sul concetto di chi può praticare questo sport o sul fatto che se lo praticano le donne sia uno sport diverso. Tutti guardiamo la finale dei 100 metri delle Olimpiadi e consideriamo quella che vince una donna velocissima e ci diciamo ‘Mamma mia come va forte’, se vediamo una di calcio femminile diciamo ‘mamma mia come tirano piano’. Eppure, stiamo sempre vedendo calcio femminile. Tirano piano rispetto ad un uomo ma non ho mai sentito dire che la Pallegrini nuota piano perché gli uomini vanno più forte”.

SVILUPPO PROGETTO - “Lo sbarco dei club professionistici nel calcio femminile è stato un acceleratore per portare ad avere questo movimento ad avere la considerazione che merita. Da un lato ha dato credibilità a un movimento, le famiglie credono che il calcio femminile possa essere finalmente un'opzione per le loro bambine Il calcio femminile è uno sport molto giovane con 23 mila tesserate, quindi è quasi normale che abbia delle difficoltà nel percorso ma credo sia stia intrapresa una strada fruttuosa”.

POLITICA – “Il rapporto con le altre società è molto buono, sostanzialmente perché ad oggi secondo me gli obiettivi sono comuni, non ci sono ancora argomenti che ci dividono. Se si rientra in logiche politiche per cui ci sono contrapposizioni tra dilettanti e professionisti e diventa una battaglia di potere e non di campo, rischiamo. Siamo ancora una fase in cui si potrebbe ancora frenare. Dobbiamo essere cauti. Le condizioni ci sono tutte, sarebbe un vero peccato”.

IL CAMPO
Domenica c’è una sfida importante, quella contro il Milan in campionato. Le squadre sono divise da un solo punto in classifica e il big match può essere già decisivo: “Sicuramente giocare questa partita con un distacco maggiore avrebbe potuto dare un po' più di tranquillità o, quantomeno, consentire un avvicinamento più sereno. Poi, una volta che sei lì, questi scontri diretti sono comunque decisivi e, quindi, a prescindere dal vantaggio li devi giocare relazionandoti con una partita decisiva. Veniamo da una settimana in cui abbiamo pareggiato, perciò questo match qualche attenzione in più la richiede. Credo cambi più l'approccio anziché la gara vera e propria, che affrontiamo comunque essendo davanti. Dunque, forse le pressioni sono più sull'altro fronte anziché sul nostro”.

MILAN E FIORENTINA – “Secondo me è una squadra sul nostro livello, ci possiamo equivalere, poi gli episodi e chi arriva più o meno pronto potrà spuntarla. Loro forse sono più a trazione offensiva, noi invece ci basiamo di più sulla solidità difensiva. Lo dicono i numeri, sono un po' due filosofie di calcio che si scontrano. La Fiorentina forse è la più equilibrata, che ha grande solidità e propensione offensiva e un anno di vantaggio. Leggo che sono convinte della loro forza, speriamo non facciano il Triplete che hanno annunciato e ci lascino qualcosa (sorride, ndr)”.

CONCORRENZA AUMENTATA - “Sono aumentate il numero di squadre che possono togliere dei punti, per cui il campionato è più aperto e cambia un po' l'approccio a tutte le partite. Poi, il fatto di essere in tre e non in due a lottare per il titolo e molto rilevante per il fatto che una delle e tre non farà la Champions League, che credo di poter dire che anche per le altre squadre rappresenti l'obiettivo principale della stagione. Ad oggi l’Europa non impatta molto a livello economico ma essere in Champions cambia il livello di attrattiva per le calciatrici straniere. A fronte di un impegno oneroso, non solo di denaro ma anche di energie, poterlo proiettare a una dimensione europea è molto diverso rispetto ad avere una prospettiva solamente nazionale. Dal punto di vista sportivo, forse, chi non disputa la Champions League è anche agevolato, ma il prezzo da pagare è troppo alto”.

GRUPPO - “Sono tutte molto integrate. È più una cooperativa che un SpA il nostro spogliatoio, quindi faccio un po' fatica a individuare leader. Ciascuna porta il proprio. Aluko per esempio ha una grande storia e una grande professionalità e ha portato la visione di una ragazza che ha fatto una semifinale di Champions. Le nostre hanno portato l'entusiasmo di chi farà un Mondiale dopo 20 anni. C'è davvero un grande mix, farei fatica a dirti chi può aver dato di più o di meno. Hanno dato cose diverse”.

ROSUCCI E SANDERSON - “Rosucci è in pieno recupero. È al quinto mese di un crociato, è in piena tabella. Lei in campo per il Mondiale dovrebbe esserci, poi dipende dalle scelte. Io Martina la vorrei in squadra anche con un ginocchio solo, però sono io (ride, ndr). Sanderson infortunio un po' più complesso, è in fase di recupero. Dal punto di vista medico ha recuperato in pieno, ma ora deve ripartire da tre mesi di inattività”.

CANTORE - “Lei tra l'altro è pronta e a breve esordirà. Spero già che i medici le diano una passerella contro il Tavagnacco la prossima settimana. Rimarrà aggregata alla prima squadra, poi decideremo se aggregarla alla Primavera per un po' di minutaggio”. 


PROGETTO JUVE
Il progetto bianconero è ancora giovane. E' in piedi da poco più di un anno ma sta già dando i suoi frutti. Anche in termini di vittorie. ​"L’anno scorso abbiamo fatto una scelta cruciale che è quella dell’allenatore - spiega Braghin - Con Guarino ci conoscevamo da tanti anni e sono andato sul sicuro. Lei ha fatto un grandissimo lavoro dando credibilità ad un progetto che non c’era. Rita l’ho spesa come patente di credibilità. Negli anni aveva seminato molto bene nei rapporti quindi le ragazze sono venute volentieri. Non sapendo nulla sono partito da due concetti: uno le più brave in Italia e due ho fatto colloqui. Credo che la persona venga prima del giocatore. Ho avuto la fortuna di vincere qualche campionato nella mia carriera, sempre con gruppi sani, persone con certi principi. Ne ho persi con giocatori molto forti. Con le persone giuste quasi mai. La scelta, non conoscendo benissimo il calcio femminile, era la persona. Più le conoscenze di Rita. Poi ci vuole anche fortuna. Quando vinci lo Scudetto all’ultimo calcio di rigore di uno spareggio, quel campionato l’hai vinto in due. Mi sento di condividerlo col Brescia. Poi dopo il campo ha detto quella roba lì e io sono felice. In questo senso ti dico fortuna perché poi ci sono momenti in cui sinceramente è difficile dire che il Brescia abbia perso il campionato. Al momento buono abbiamo avuto un po' di fortuna, abbiamo avuto dei passaggi più sfortunati durante la stagione, il calcio è quella roba lì". 

TV – "I diritti sono centralizzati, la Lega ha il rapporto. Da quello che sappiamo il contratto con Sky è biennale. La mia aspettativa è buona anche perché i riscontri sono molto buoni. La Lega ci comunica i dati, anche se non sono ufficiali, l’audience è alta per le partite dal calcio femminile, talvolta superiore a quelle del calcio maschile. La sensazione è che si vada in quella direzione. Le TV sono il nosto detonatore, speriamo di si. Sarebbe un problema".

CONTRATTI - “Le ragazze e tutto lo staff hanno ancora un anno di contratto. Tutte le ragazze della Nazionale hanno un accordo in vista della prossima stagione, perché visto che il Mondiale potrebbe essere una vetrina ci siamo tutelati. Il rinnovo è avvenuto l'anno scorso, la scorsa estate con tutte ho cercato di avere un prospettiva post Mondiale, perché arrivare alla competizione con le ragazze in scadenza sarebbe incauto. Poi sapete che se una società professionistica arriva dall'estero e le contrattualizza le perdi in un pomeriggio, però io credo anche nelle persone. Se poi dovesse accadere, si andrà avanti, ma ragionevolmente nel mio mondo firma e stretta di mano ti vincolano. Avremo ancora un anno di respiro e tendenzialmente non ci saranno grosse rivoluzioni. Bisogna essere onesti, molto farà la qualificazione o meno alla Champions League”. 

GIOVANILI - “Viareggio? Abbiamo dato piena disponibilità, ma non abbiamo ancora informazioni. Altri tornei per il settore giovanile? Mi ricollego a quello che dicevo prima, nella primavera scorsa abbiamo fatto alcune amichevoli contro il Lione e pareggiato 1-1 e perso 1-0. E parliamo della più grande squadra europea. Questo dimostra che quando le bambine iniziano con noi le partite si giocano pari. Oggi sei lontano nelle prime squadre per tutto quello che ho detto prima. E quelle bimbe lì saranno quelle che giocheranno contro il Lione tra 10 anni e oggi finisce 1-1, quindi immagino non ci sarà più quella differenza. ​

SCOUTING – “Siamo ancora in una fase di scoprire la bimba che gioca, non quella brava tra quelle che giocano. Le nostre squadre femminili che fanno campionati maschili sono prime in quasi tutti i campionati. Hanno un anno in più e vincono sempre. In Italia facciamo così. Vediamo tutte le rappresentative nazionali, i centri federali, poi quando ne restano 5-6 da scegliere possiamo prendere solo una ragazza fuori regione sotto i 16 anni perché siamo dilettanti Quest’anno abbiamo preso una ragazza della Roma, si chiama Musolino che è del 2003. Cerchiamo di fare delle scelte. Nel maschile ne hai 10 da scegliere da 14 a 16 anni. E’ diverso. Su dieci due ne puoi sbagliare, ma una…I miei anni migliori sono quelli in cui ho sbagliato meno, non ho mai fatto tutto giusto, se mi dai una possibilità sola non mi aiuti molto".​



IL TIFO
Il movimento è in ascesa non solo in campo ma anche fuori, sugli spalti, dove le bianconere sono sempre seguite da tanto pubblico, sia in casa che fuori e Braghin riconosce il grande affetto dei tifosi bianconeri: “Ci seguono dappertutto, hanno un ottimo rapporto con le ragazze alimentato dai social. Non abbiamo alcun rapporto diretto con loro come società, sono assolutamente autonomi. Sono molto calorosi, ovunque andiamo li abbiamo trovati e li ringraziamo tantissimo, anche perché non è sempre facile seguirci. Ormai tra l'altro vengono da tutta Italia, sappiamo che anche contro il Milan verranno da tutta Italia a seguirci. Si sta creando una bella tifoseria sana, e ne abbiamo bisogno”.

NUOVO IMPIANTO - “Dopo la prima stagione pilota, dove era difficile fare ipotesi, abbiamo visto che si è consolidata l'affluenza ed è bello. Ad oggi, però, non c'è un progetto concreto e specifico di stadio dedicato alle ragazze o all'Under 23. Che l'esigenza stia montando, per fortuna, è abbastanza evidente. Come sempre la società farà le dovute valutazioni. Per il momento per i big match siamo costretti a fare un trasloco momentaneo perché Vinovo ha una capienza limitata e sarebbe un peccato togliere ai tifosi la possibilità di vederci. Fortunatamente poi abbiamo tifosi ovunque andiamo”.

FUTURO
La Juve è in corsa per vincere campionato e Coppa Italia, ma in futuro l’obiettivo è quello di colmare il gap anche con le altre big europee. Non solo, però. A livello di club la Juve sta investendo sempre di più sul settore giovanile per creare un sistema in grado di sorreggersi sulle proprie gambe formando calciatrici pronte per la prima squadra: “In Italia abbiamo 23 mila tesserate e competiamo contro nazioni che ne hanno 300 mila, evidentemente scelta e qualità sono diverse. E' chiaro che il lavoro che abbiamo iniziato a svolgere con i settori giovanili, con le nostre 2003 e 2004 – che hanno iniziato un certo tipo di percorso – quando saranno pronte per la prima squadra, quindi tra 4-5 anni, avremo una base sicuramente più ampia. Perché poi in realtà, confrontandoci in Europa, ci siamo resi conto che non è tanto l'individualità, il problema è che la media delle altre squadre hanno un tasso tecnico più elevato. Tenete conto che nel femminile ad oggi è ancora semplice che una ragazza della primavera trovi spazio perché i livelli non sono ancora così alti. Con un po' di coraggio si può tranquillamente fare questo. Noi in rosa abbiamo tre ’99, una 2000, una 2001. Non sono preoccupato, dico sempre che l’unica differenza che conosco nel calcio è tra calciatori bravi e meno bravi. La differenza tra vecchi e giovani ce le costruiamo noi per fare le conferenza stampa, ma in realtà un giocatore è bravo oppure no. Se poi sono bravi i giovani meglio. Io vengo da un calcio semplice, credo sia tutto più semplice di come in realtà la facciamo. Se è brava e giovane ben venga”.
 
TETTO SALARIALE – "Ci stiamo lavorando, è generato da uno status dilettantistico, qualcosa che non dipende non solo dalla federazione ma dal CONI. Nessuno sport femminile in Italia è professionistico, entriamo in ambito di politica sportiva, sicuramente ci sono delle vie per alzare la competitività attingendo dall’estero, quantomeno fino a quando non arrivano le nostre. Non per esterofilia, noi siamo forse la squadra più italiana, abbiamo quasi tutta la nazionale, credo nei blocchi italiani e questa sarà sempre una squadra italiana, però ci sono momenti e situazioni in cui il supporto di un’atleta straniera diventa fondamentale per essere competitivi, sperando che lo sia sempre meno ma oggi è così”.