La Juve cambia pelle e guarda avanti, al futuro. E' un cambiamento epocale quello a cui stiamo assistendo nell'ultimo mese, che lascerà un segno profondo nel prossimo futuro dei bianconeri. Le critiche dei tifosi al gioco della Juve di Allegri durante l'ultima stagione, e una diffusa insoddisfazione nonostante il record di otto scudetti di fila, hanno fatto capire ad Andrea Agnelli che il momento di svoltare è arrivato. Il motto "vincere non è importante ma è la sola cosa che conti" non può più bastare. Non è più in linea con l'abito che la Juve vuole indossare. La Juve è "un'azienda", come l'ha definita Agnelli nella conferenza di addio di Allegri, e ora ha bisogno di un vestito più giovane, più moderno, più smart, più adatto ai mercati internazionali. Questo ovviamente non vuole dire che la Juve non cercherà la vittoria con la stessa ferocia di sempre, ma significa che lo farà cercando di abbinare la ricerca dello spettacolo alla consueta efficienza. "Live Ahead", "Vivi avanti", è il nuovo slogan della Juve. Dopo il nuovo logo con la J, dopo la nuova maglia senza strisce, ecco un motto semplice, diretto ed efficace. "Il nostro tratto distintivo è guardare avanti", ha detto Agnelli. E vincere in un modo nuovo, un obiettivo che ha anche conseguenze dirette sulle scelte di mercato...


PARTE TUTTO DA CR7 - La rivoluzione in realtà è partita un anno fa, con l'acquisto di Cristiano Ronaldo. Il primo punto di rottura con il passato è stato quello, l'affare che, secondo Fabio Capello, ha portato anche alla fine del rapporto Agnelli/Marotta ("Divergenze sull’acquisto di Cristiano Ronaldo, questioni di bilancio, Marotta amministratore delegato i bilanci doveva firmarli"). 

Il secondo schiaffo al passato parte sempre da CR7, quando al fischio finale di Juve-Ajax 1-2 esce dal campo dicendo, di fatto, "abbiamo perso perché ce la siamo fatta sotto". E' il segnale definitivo per Agnelli, Nedved e Paratici: non puoi avere uno dei due migliori giocatori dell'ultimo decennio e giocare aspettando gli altri. Devi, invece, attaccare, guardare avanti, "live ahead". 


DA SARRI A DE LIGT - Le successive scelte di mercato sono una conseguenza diretta: innanzi tutto, la scelta del tipo di allenatore. "Sarri è l'allenatore che serve alla Juve in questo momento storico", spiega Paratici durante la presentazione dell'ex tecnico di Napoli e Chelsea. 

E poi le scelte sui giocatori: un centrocampista tecnico e votato all'attacco come Rabiot, già ufficializzato, e un difensore come De Ligt (in dirittura d'arrivo), abituato a giocare 'alto' e a difendere all'interno di un contesto di squadra abituato per DNA a giocare un calcio propositivo. De Ligt lo ha chiamato Ronaldo, è da lì che parte tutto. Saranno allenatori e giocatori di questo tipo quelli che caratterizzeranno la Juve nei prossimi anni. Bisognerà vedere poi cosa ne penseranno i tifosi se, a fine stagione, per la prima volta dopo anni, la bacheca dovesse restare vuota.