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Come racconta Tuttosport, i dialoghi non erano completi. Per le plusvalenze, ecco, si processa la Juventus per delle intercettazioni, ma si ascoltano solo quelle che, magari tagliate e cucite, dimostrano le tesi dell’accusa. E le altre? TS fa il parallelo con Calciopoli, in attesa di ascoltare le motivazioni che il giudice Torsello pubblicherà in settimana. Ma perché si è arrivati a questo? Probabilmente, proprio per la "valenza confessoria straordinaria" dello stralcio di dichiarazioni. 

ALTRA TELEFONATA - Tuttosport racconta come ci siano altre telefonate nelle quali i dirigenti si auto-assolvono. "Se un dialogo telefonico (e si sa quanta leggerezza ci può essere quando si parla al telefono) viene considerato inconfutabile prova «confessoria», perché un dialogo in cui i dirigenti dicono il contrario non può valere come assoluzione?", si chiede il quotidiano. Che fa un riferimento diretto, pubblicando un'intercettazione del 15 luglio 2021 tra Cherbuini e Bertola, CFO Juve, l'uomo dei conti. 

IL DIALOGO - Racconta Cherubini: "Ma secondo me, ecco dallo spirito sembra che quello che loro (ispettori di Consob) cerchino è capire dove e come e se ci sia stata una palese sopravvalutazione, come se tra le nostre carte ci fosse non so... Guarda, Pjanic vale 20 ma lo vendiamo 50, come se ci fosse la consapevolezza di quello. Io credo che questo... che ogni volta che c’è stata l’attribuzione di un valore, ripeto può essere stata anche fatta in maniera più o meno corretta, non è che era così...". A questo punto parla Bertola: "No no, non c’è nessun intento doloso, no. Se loro quello stanno cercando non troveranno nulla, non troveranno nulla".