Non è un mistero, Andrea Agnelli avrebbe trattenuto Max Allegri nella primavera del 2019, quando poi la Juve decise di esonerarlo per tentare la rivoluzione con Maurizio Sarri. Missione fallita, nonostante l'ultimo scudetto. Passato molto più in sordina il retroscena che vedeva il presidente bianconero voler richiamare Allegri già nell'agosto 2020, quando poi vinse ancora la linea di chi era a capo dell'area sportiva in quel momento: Fabio Paratici, determinato a puntare sulla scommessa Andrea Pirlo piuttosto che tornare indietro ad Allegri. Come sia andata poi è storia, alla fine Paratici non ha rinnovato il contratto e Agnelli ha richiamato il tecnico dei cinque scudetti consecutivi, consegnandogli le chiavi di un progetto quadriennale con tanto di contratto milionario dopo averlo strappato sul filo di lana al Real Madrid. Ma tornando a casa, tornando alla Juve, non ci sono stati solo amici ad aspettare Allegri. Che anzi ha ritrovato l'uomo che più di tutti insieme a Paratici spingeva per un cambio di rotta e lo sta facendo ancora, avendo una visione che continua a essere diametralmente opposta a quella dell'allenatore: è Pavel Nedved a guidare il carro dei no-Max, lo ha fatto fino alla separazione, ha ricominciato a farlo ora che la Juve è in crisi come mai negli ultimi dieci anni.

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