E’ stata troppo facile per essere vera. La Juve ha annichilito la Roma, l’ha dominata, l’ha travolta in appena un tempo, finito 3-0 (nella ripresa il risveglio e il gol giallorosso). Eppure non ha dato la sensazione di dover fare alcunché di straordinario per segnare tre gol alla squadra che è al quarto posto della classifica in campionato. La superiorità dei bianconeri è stata più netta di ogni aspettativa, e in questo ovviamente ci sono grandi meriti dei giocatori di Sarri. Ma notevoli sono state anche le colpe dei romanisti, i quali hanno sbagliato ovunque e soprattutto in fase difensiva. Hanno perso una miriade di palle in uscita, ostinandosi a giocare anche quando erano pressati (disastroso in questo soprattutto Cristante), e hanno difeso in modo pessimo. I tre gol della Juve sono arrivati tutti con il contributo prezioso, anzi decisivo degli avversari. Il primo, al 26’: Florenzi ha sbagliato un appoggio e non ha più recuperato, Mancini ha chiuso male e Ronaldo (ovviamente) ha sfruttato l’occasione con uno splendido diagonale di sinistro. Il secondo, al 38’: Bentancur si è catapultato in area e, dopo uno scambio con Douglas Costa, è stato abile ad anticipare quattro difensori mettendola all’angolo con la punta (Mancini ancora in affanno). Il terzo, nel recupero: Bonucci ha beffato la linea difensiva di Fonseca, che ha lasciato quattro bianconeri in fuorigioco ma si è fatta sorprendere dal difensore il quale, arrivando da dietro, ha piazzato la palla in rete di testa.

La partita si è dunque chiusa in un tempo, che la Juve ha giocato con Douglas Costa e Ronaldo sugli esterni e Higuain a fare il centravanti (bene, nonostante non abbia segnato ma “solo” colpito un palo di testa nella ripresa). Poi Fonseca ha risistemato un po’ la Roma, togliendo Florenzi dalla linea difensiva e schierandolo esterno sinistro d’attacco al posto di Kluivert. I bianconeri hanno mollato un po’ con la testa, calo comprensibile anche se non consentito, e così sono arrivati il palo di Kalinic e la rete del 3-1: Under ha calciato bene dal limite, la palla è sbattuta sulla traversa e quindi addosso a Buffon prima di finire in porta (si tratta dunque di autogol). A quel punto i bianconeri hanno alzato di nuovo il livello di attenzione e la partita è scivolata via con qualche altro rischio di troppo per il portiere della Juve, il quale al 93’ ha dovuto compiere un miracolo per intercettare un colpo di testa di Kolarov.

Per la Juve, che in semifinale troverà la vincente di Torino-Milan, c’è una nota positiva su tutte: l’eccellente ritorno in campo di Bentancur. L’uruguaiano, inutilizzabile in campionato dalla Supercoppa del 22 dicembre contro la Lazio, fuori per squalifica, è rientrato alla grande con l'Udinese. E questa sera è stato il migliore, perché ha pressato con intelligenza e profitto, ha giocato bene tanti palloni, ha anche segnato un gol. Viste le difficoltà mostrate spesso dal centrocampo della Juve in questo inizio di stagione, lui rischia di diventare un titolare inamovibile. Convincenti pure Douglas Costa e Rugani, due che non hanno giocato quasi mai: la condizione è dunque buona. E bravissimo in alcuni interventi il vecchio Buffon. Non è invece piaciuto - nemmeno a Sarri, osservandone la reazione - l’atteggiamento di inizio ripresa. Ma soprattutto preoccupa l’infortunio di Danilo, vista la carenza di difensori esterni.

Nota statistica: l’autogol di Buffon è la prima rete che la Roma realizza in trasferta contro la Juve dal 5 ottobre 2014, quando ad andare a segnò fu Iturbe nella famosa sfida delle polemiche e del violino di Garcia. Come allora, a vincere sono stati comunque i bianconeri: 3-2 cinque anni fa, 3-1 stavolta. I giallorossi non hanno mai fatto un punto a Torino da quando è stato inaugurato lo Stadium, nel 2011.

@steagresti