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Aleksandr Golovin alla Juventus piace da tempo. L'intesa di massima con il centrocampista russo pare sia stata raggiunta già nelle scorse settimane, quindi non si può certo parlare di una suggestione da Mondiale. Anzi, l'esordio sfavillante del talento del Cska contro l'Arabia Saudita non aiuta chi - come il club bianconero - aveva già avviato la trattativa. Il Cska cavalcherà il momento provando ad alzare il prezzo, perché la congiuntura è tutta da sfruttare per chi deve vendere. La Juventus, dal canto suo, sa che è poco saggio fare acquisti cavalcando un grande evento estivo. Che siano i Mondiali o gli Europei. Su Golovin le referenze necessarie erano già arrivate e non saranno le prestazioni con la maglia della Russia a cambiare il quadro. Piace, ma non a costo di follie. Secondo quanto riportato da Tuttosport la prima offerta avrebbe toccato quota 15 milioni, ma il Cska chiederebbe il doppio. 

PJACA E NON SOLO - Anche perché la Juve ha provato sulla sua pelle l'effetto deleterio degli acquisti "suggeriti" dai picchi di rendimento con la maglia della nazionale. Il caso più fresco è senza dubbio quello di Marco Pjaca: a Euro 2016 la sua stella si accese in Croazia-Spagna, al punto da spingere Marotta e Paratici a pagarlo 23 milioni alla Dinamo Zagabria. Gli infortuni ne hanno complicato il percorso italiano, ma - valutandolo oggi - non si può certo parlare di un affare. Dopo il rientro dal prestito allo Schalke 04, Pjaca in questa fase è considerato una pedina per fare cassa. Non più l'attaccante esterno del futuro, di cui si parlava fino a un anno fa. Tornando indietro con gli anni, riemerge anche la parabola di Milos Krasic: titolare con la Serbia nel Mondiale sudafricano, convinse la Juve a pagarlo 15 milioni al Cska Mosca per regalargli la ribalta del grande calcio Europeo. Sappiamo tutti come andò a finire. Meno dispendiosa l'operazione Mellberg: il centralone svedese - comunque bloccato già da gennaio 2008 - arrivò a parametro zero in bianconero (svincolato dall'Aston Villa) dopo un solido Europeo in cui si fece apprezzare sui campi di Austria e Svizzera. Andò via anche lui dopo una sola stagione, senza lasciare rimpianti. 

Nella nostra GALLERY, le trattative più importanti della Juventus nelle estati dei Mondiali e degli Europei