La Juventus è campione d'inverno, ma non è tutto oro quel che luccica. In particolare, è la situazione del centrocampo a creare qualche grattacapo a Maurizio Sarri e alla dirigenza bianconera. Mentre l'Inter, la principale concorrente della Juve per lo scudetto, si avvicina al colpo Christian Eriksen (a zero a giugno, ma senza escludere un arrivo già a gennaio), i campioni d'Italia si trascinano fin da agosto una serie di problematiche, nel settore nevralgico del campo, che a lungo andare potrebbero rivelarsi decisive per l'andamento della stagione. L'unica certezza di Sarri, a centrocampo, risponde al nome di Miralem Pjanic. Per il resto, tutti gli altri giocatori del reparto presentano degli incognite, legate a situazioni di mercato, campo, comportamento o infermeria. Vediamoli caso per caso.

BENTANCUR - Il suo rendimento nella prima parte della stagione è stato ottimo, in crescendo, fino a guadagnarsi di fatto una maglia da titolare. L'espulsione e le tre giornate di squalifica rimediate a Riad lasciano però ancora qualche dubbio sulla tenuta nervosa nei momenti clou. E da qui a giugno per la Juve ce ne saranno.  

KHEDIRA - Operato il 4 dicembre, tempi previsti di recupero quantificati in tre mesi. Il problema è che entro la mezzanotte del 1° febbraio dovranno essere consegnate le liste Champions in vista della fase a eliminazione diretta. Il tedesco ne farà parte? 

EMRE CAN - Strettamente legata a quella di Khedira c'è la situazione che vede protagonista Emre Can: fuori dalle liste Champions a settembre, l'ex Liverpool potrebbe essere reintegrato proprio al posto del più anziano connazionale, anche perché l'infortunio di Demiral potrebbe rendere utile la sua presenza, all'occorrenza, anche in difesa. Il problema è che Can per mesi è stato di fatto escluso dal progetto, con conseguenze sul morale e sul rendimento, in attesa di offerte di mercato o di scambi che non si sono concretizzati (vedi Paredes con il PSG).   

MATUIDI - Gioca spesso, quasi sempre, fin da agosto, ma nel gioco di Sarri (o meglio, nel gioco che vorrebbe fare Sarri, ma che ancora non si vede), risulta spesso un pesce fuor d'acqua. I compagni giocano tutti a uno o due tocchi, mnetre quando la palla arriva all'ex PSG i tocchi aumentano e l'azione, inevitabilmente, rallenta.   

RAMSEY - Lo ha detto lui, nell'intervista a Sky: il ruolo in cui si trova meglio, e nel quale ha sempre giocato, è quello di mezzala. Sicuri che, al netto dei ricorrenti acciacchi fisici, il ruolo di trequartista non lo stia penalizzando? 

RABIOT - E' in crescita, per Paratici è stato addirittura il migliore in campo a Marassi, contro la Sampdoria prima della sosta, ma è ancora lontano dal miglior Rabiot, quello ammirato a Parigi nella stagione 2017-18, la sua migliore. Il centrocampo della Juve ha un enorme bisogno di trovare al più presto quel giocatore. Eppure, se arrivasse una buona offerta, la sua cessione, insieme a quella dell'altro parametro zero Ramsey, sarebbe quella in grado di consentire alle casse bianconere una plusvalenza interessante. 

BERNARDESCHI - Schierato sia come esterno d'attacco che come trequartista, pensato ma mai provato realmente come mezzala. E infine relegato, tristemente, in panchina. L'acquisto di Kulusevski è stata la mazzata finale: per Bernardeschi non ci sarà posto nella Juve del futuro. E probabilmente neanche in quella del presente.