Doveva arrivare, ed è arrivata. La prima vittoria casalinga della Juventus davanti al proprio pubblico in questa stagione: 3-2 all'Allianz Stadium contro la Sampdoria. E Massimiliano Allegri, che per l'occasione ha messo da parte il "centrocampo storto" e si è avvalso di un 4-4-2 puro, può festeggiare la panchina numero 400 in Serie A con un successo che dona respiro alla sua squadra e ovviamente a lui stesso.

Ma ancora c'è qualcosa da sistemare, perché la Juve è partita fortissimo ma poi ha rischiato ancora fino all'ultimo una beffa. E il clean sheet continua ad essere una chimera. Ad ogni modo, Samp domata grazie allo splendido gol iniziale di Paulo Dybala da fuori area, Joya che però poco dopo deve uscire infortunato. I bianconeri potrebbero dilagare, ma raddoppiano solo sul finire di gara con un rigore (mani di Murru su tiro di Chiesa) trasformato da Leonardo Bonucci. Ma dopo un giro di lancette, ecco il gol di testa di Yoshida su azione da corner che manda tutti all'intervallo sul 2-1.

Nella ripresa avvio più che incoraggiante della Juve, con Manuel Locatelli che, sfruttando un'incertezza della difesa della Samp, mette dentro da pochi passi la sua prima rete juventina. Ma ecco tornare vecchi fantasmi nel segmento finale di partita: Allegri passa alla difesa a 5, contenimento e ripartenza, e gli ospiti la riaprono con Candreva. Ma alla fine il punteggio resiste così fino al triplie fischio finale.

Juventus (4-4-2): Perin; Cuadrado, Bonucci, De Ligt, A. Sandro; Bernardeschi, Locatelli, Bentancur, Chiesa; Morata, Dybala

Sampdoria (4-4-2): Audero; Bereszynski, Yoshida, Colley, Murru; Candreva, Thorsby, Ekdal, Depaoli; Caputo, Quagliarella