Ci vuole tempo, per recuperare la forma, capire meccanismi e movimenti di gioco, letture e richieste. Adrien Rabiot non si sta risparmiando. Lavora bene, un allenamento dopo l’altro, con fiducia. Vuole bruciare le tappe, vuole prendersi un posto nella mediana della Juve, da titolare.

AL LAVORO - Durante la pausa per le nazionali il francese è restato a Torino, tappa fissa la Continassa. Giorni utili a mettere ulteriore benzina in muscoli raffreddati da mesi di inattività. La rottura con il PSG è stata traumatica, i mesi fermo ai box tanti, così ora non è semplice riacquisire ritmo, elasticità e corsa di un tempo. Ma, incoraggiato dallo staff bianconero, Adrien ce l’ha messa tutta, e ora si sente pronto. Sabato a Firenze inizierà il primo vero tour de force stagionale. Campionato, con diverse sfide indicative, e la Champions, dove la Juve affronterà subito l’Atletico Madrid. Rabiot cerca spazio, e per Sarri non sarà facile scegliere chi lasciar fuori. Le alternative sono tante, e tutte di qualità.

DUELLO TRANSALPINO - Proprio così. Perché nelle prime due partite di campionato Blaise Matuidi ha dimostrato di essere subito in palla, come sempre. Pronto, rodato, affidabile, il solito tuttofare che tanto piaceva ad Allegri. Convocato in nazionale, non ha giocato la seconda partita con Andorra, e si candida per una maglia dal 1’ con la Fiorentina. Oltre al francese, corre verso il recupero anche Ramsey, l’altro colpo estivo per il centrocampo. Difficile che il gallese sia a disposizione per Firenze, nella migliore delle ipotesi verrà convocato ma resterà in panchina, almeno al momento. Per sabato e mercoledi, quando in Europa toccherà affrontare l'Atletico Madrid, allora è corsa a 2 per un posto: Rabiot con Matuidi, qualità e quantità, per affiancare Pjanic e Khedira. Sarri chiamato a scegliere e dirimere il primo vero ballottaggio stagionale.