In crescita. Ma lontano da Torino. Filippo Ranocchia è uno di quei giocatori partiti nell'estate scorsa per fare esperienza fuori dalla Continassa e da Vinovo, per continuare a crescere nel calcio dei grandi dopo una stagione vissuta da protagonista con l'U23 in Serie C. L'occasione è arrivata a Vicenza, in Serie B, con il club che ha battuto una folta concorrenza e ne ha benificiato eccome. Le prestazioni più dei numeri raccontano di una stagione positiva, in costante crescita, dove si è imposto come pedina fondamentale nel centrocampo biancorosso, mantenendo fisso l'obiettivo finale: il grande salto. 

LA CONCORRENZA - Il suo nome è sicuramente meno in voga rispetto a quelli di Fagioli, che con la Cremonese è approdato in Serie A, e di Miretti, che si sta prendendo molti minuti da titolare in questo finale di stagione, eppure gode di un certo gradimento, da parte degli addetti ai lavori e anche da parte dei tifosi (QUI il sorprendente sondaggio). Con il Vicenza, finora, si è giocato la prima gara di playout, raggiunta anche grazie al suo contributo dopo una stagione che poteva portare alla retrocessione diretta. E la Juve osserva con grande attenzione. 

IL RINNOVO - Mezz'ala classe 2001 ha davvero tanta concorrenza nel ruolo, soprattutto interna, visto che i bianconeri possono contare su Rovella, Fagioli, Miretti e proprio lui solo tra i 2001/2003. Ma il suo nome non è da scartare a priori, anzi. Al momento la Juve, infatti, discute il suo rinnovo: una trattativa non ancora conclusa, ma per la quale filtra grande ottimismo. Quattro anni in più di contratto, ad oggi in scadenza nel 2023, per tenerselo stretto e valutarne attentamente la crescita. Perché la Serie A ora chiama con forza: la scorsa estate i primi approcci, poi le chiamate di Samp, Venezia e Salernitana, oltre al Cagliari, che lo avrebbe inserito volentieri nell'operazione Nandez. Una cosa è certa: è maturo, è pronto al salto di categoria. La Juve lo sa e non può che valutarlo nell'estate che arriverà, sul campo, prima di decidere insieme il prossimo passo. O meglio, quello dopo il prossimo, che sarà il rinnovo.