E' crisi più totale in casa Juve, in virtù dei risultati maturati in questo avvio di stagione tra campionato e Champions, con le due sconfitte consecutive rimediate contro Benfica e Monza che ora pesano come un macigno. Di problemi da risolvere ce ne sono da vendere e non si tratta solo delle pesanti e importanti assenze che stanno caratterizzando in parte il cammino di Madama, ma bisogna fare luce anche e soprattutto sulle problematiche interne che, hanno totalmente ridimensionato la Vecchia Signora e con lei anche il gruppo gestito dall'allenatore livornese. 

IL CASO - Chi sembra risentirne di più è mister 80 milioni, Dusan Vlahovic, a secco da ben 5 giornate dopo l'avvio scoppiettante che lo aveva portato a realizzare 4 reti in altrettante gare disputate. Adesso però, quella versione dell'ex Viola sembra essere lontana anni luce dall'attuale numero 9 bianconero, apparso sempre meno lucido e più confuso con il passare delle giornate. E' chiaro che le maggiori responsabilità non si possono addossare al serbo, lasciato il più delle volte da solo ad affrontare le difese avversarie, senza alcun tipo di supporto da quelle che dovrebbero essere le 'ali' bianconere. Si attendono Chiesa e Pogba è vero, ma il lavoro di Di Maria, Kostic e Cuadrado fino a questo momento non ha portato i frutti sperati. 

L'OMBRA DI MILIK - Pochissimi i palloni toccati da Vlahovic nelle ultime 3 uscite, senza nessuno che sappia lanciarlo in profondità per poter attaccare la porta. Il suo senso di smarrimento lo si evince anche dal nervosismo con il quale scende in campo, a tratti cupo e mai volenteroso di dover 'spaccare la partita'. C'è poi da tenere in considerazione anche l'ingombrante presenza di Milik, arrivato tra lo scetticismo generale dei tifosi e che ora, si sta rivelando sempre di più un punto di riferimento per questa squadra. Bisogna lavorare tantissimo anche sulla testa di DV9 dunque, altrimenti si rischia di perdere un talento da 80 milioni di euro.