Un’ incertezza e una certezza. 
L’incertezza. Siamo sicuri che tra Allegri e la Juventus non ci sarà separazione? O, invece, è probabile che l’annuncio verrà dato dopo la conquista dell’ottavo scudetto consecutivo?
Una conquista che, ora suona mesta, ma che comunque tutte le altre squadre italiane si sognano. Un modo per lasciar decantare la delusione e, come si dice, elaborare il lutto. È già stato osservato come il divorzio, probabilmente, servirebbe a tutti e due, perché la discontinuità darebbe un taglio o ridimensionerebbe l’ossessione Champions, perché darebbe nuovi stimoli. Resta, quindi, il dubbio su un addio consensuale.

La certezza. Ieri si è consumata l’eliminazione della Juventus da parte di una squadra che ha dimostrato di essere migliore. Ma oggi si consuma la “Festa dei becchi” ovvero dei caproni. Si credeva che tale festa, nella quale finalmente anche i più volgarmente detti “cornuti” possono uscire allo scoperto, riunirsi e manifestare la propria soddisfazione, fosse l’11 novembre di ogni anno. Patrono di quel giorno è San Martino, ma sembra che l’origine di tale festività fosse pagana, dovuta al fatto che i mariti portavano i becchi al mercato, lasciando sole le mogli. In seguito, per traslato, le corna dagli animali emigrarono agli uomini. E a quella categoria che, spesso costretta a soffrire in silenzio, non può gioire se non delle disgrazie altrui.
Puntualmente, al di là di sfottò e osservazioni critiche, la sconfitta della Juve ha generato una serie di belati da parte di tifosi e simpatizzanti di altre squadre.
Squadre che lottano per un quarto posto da Champions, che si azzannano per una qualificazione in Uefa, che pregano per una Coppa Italia. 
Urlano al fallimento, alla vergogna, alla ignominia della Juventus, tifosi di squadre appese da quasi un decennio a una sconfortante mediocrità. Godono dell’insuccesso altrui per non dover guardar il proprio tracollo quotidiano. Tifosi di squadre che, se sono seconde, finiscono di solito, a 15 punti di distanza, che in Europa escono quasi sempre ai primi turni di qualificazione, che se non vincono danno la colpa agli arbitri, al sistema, alla “geopolitica”. Ora sono sicuri che la Juve “ruba” in Italia perché in Europa perde. Quindi quando lo scudetto lo vincevano il Napoli, la Roma o la Lazio, che mai hanno vinto in Europa, queste squadre rubavano? Quindi, per prova inversa, il Napoli che esce puntualmente al primo turno di Champions, non potrebbe vincere in Italia? Quindi l’Inter, il Milan, da anni latitanti sulla scena internazionale, in Italia non potrebbero mai conquistare uno scudetto?
Sì, oggi è la “Festa dei becchi”, capri che cercano un capro espiatorio, uno sfogo per dimenticare un presente e un passato ormai irrimediabilmente tristi.
 Finalmente una festa dedicata alla frustrazione.