La Juve non fa più paura agli avversari. Questo, secondo l'analisi de La Gazzetta dello Sport, uno dei principali problemi della squadra bianconera di Massimiliano Allegri, ovvero la fragilità e la scarsa pericolosità offensiva, che la pone tra le otto squadre di Serie A che ancora non sono state capaci di arrivare in doppia cifra di gol. Sommando i dati, la situazione appare poco confortante. L'indice del "Field Tilt", che sostanzialmente tiene conto del possesso palla nell'ultimo terzo di campo, pone la Vecchia Signora addirittura al penultimo posto in classifica, davanti solo al Lecce, con il 41.37% (prima è la Fiorentina con il 65.92%). Inoltre la Juve è nelle ultime posizioni anche per i tiri in porta (16^) e per la "shots accurancy", cioè la percentuale di lanci nello specchio (17^, davanti solo a Verona, Monza e Spezia).

Una delle cause del problema, secondo la rosea, può essere legata alle assenze (quelle di Federico Chiesa e Paul Pogba, senza dimenticare un Angel Di Maria finora a mezzo servizio), che rendono la scarsa prolificità dell'attacco evidente anche nel confronto tra le cifre attuali con quelle del passato: 9 reti segnate è un record negativo per i bianconeri negli ultimi 14 anni, l'ultima volta che fecero peggio era il 2008-09, quando la stagione si chiuse con un secondo posto. La consolazione? Che il numero di gol dopo sette giornate è lo stesso del 2015-16, quando fu comunque scudetto grazie alla straordinaria rimonta targata proprio Massimiliano Allegri. L'altra nota positiva? L'ottimo esordio di Arek Milik, che ha già realizzato una rete ogni 72 minuti senza calciare nè rigori nè punizioni. Non che possa bastare, ovviamente. Il tecnico livornese deve correre ai ripari, e anche in fretta.