4
Si sente dire da molti osservatori che, in fondo, questa Juve da “corto muso” male non fa. Vince da molte partite e non prende goal. Aggiungiamo che di “corto muso” campano anche le altre squadre, ma non tutti gli allenatori ne fanno una bandiera come Allegri. Meno convincente, invece per noi, il continuo ricorso alla scusante: la squadra non è mai completa, è zeppa di riserve eppure va avanti. 

Quali sarebbero i titolari? Quali le riserve? Bisognerebbe finirla di considerare reali le presenze di giocatori virtuali come Pogba e Di Maria. Il primo è un enigma costante che può risolversi oppure no. Non ha mai giocato, è arrivato in precarie condizioni, ha gestito malissimo (con la complicità della società) il proprio infortunio e ora un giorno corre, l'altro no. E anche se tornasse, il mezzo servizio è la previsione più realistica. Di Maria ha giocato pochissimo, con qualche sprazzo e un' autonomia da un tempo. Ora vive di 50 minuti illuminanti nella finale mondiale, poi, guarda caso, la luce si è immediatamente rispenta. Insomma, non sono mai stati titolari e la Juve può sperare di riaverli, non rimpiangerli perché non li ha mai avuti. 

Anche Vlahovic resta se non un mistero, un punto interrogativo. Alla Juventus non è mai sbocciato, ora la pubalgia lo consegna a una forzata pausa di riflessione: meglio non farci affidamento e lasciarlo guarire. E', invece, tornato Chiesa con il suo entusiasmo e la sua agilità, ma va ancora centellinato. Gatti (a corrente alternata) e i “giovani (da Soulé a Illing, a Aké) andrebbero, ormai, considerati titolari. Sarebbe molto utile alla causa uno come Rovella. Sognare il Pogba pre Manchester non serve a molto e nemmeno rimpiangere lo scampolo mondiale di Di Maria. Abituiamoci a considerarli assenti di lusso e diamo ai “giovani” la possibilità di giocare: loro non sono calciatori virtuali.