Ecco la seconda parte della lunga intervista che il tecnico della Juve Next Gen Massimo Brambilla ha rilasciato a Tuttosport (QUI LA PRIMA PARTE).

SALISCENDI DEI RAGAZZI - "Ormai è la normalità e, grazie all’organizzazione societaria, non pesa. L’aspetto più importante è che, quando scendono al piano di sotto, i ragazzi lo fanno sempre con la mentalità giusta. Il lavoro, poi, è condiviso alla perfezione tra tutte le componenti". 

CON ALLEGRI - "In estate mi ha subito detto di non aver alcun vincolo in proposito, abbiamo facoltà di disegnare la squadra sulla base degli elementi a disposizione. Ogni tanto lo staff della prima squadra ci chiede un parere, ma in realtà seguono tutte le gare e conoscono alla perfezione ogni giocatore. Noi abbiamo solo il compito di mettere i ragazzi nelle condizioni migliori per cogliere le occasioni". 

MONTERO - "Sì, seguiamo dal vivo tutte le partite casalinghe della Primavera e le trasferte in televisione. Non abbiamo ancora avuto la necessità di attingere da loro, ma all’occorrenza siamo preparati". 

COPPA ITALIA - "Finora abbiamo interpretato la competizione al pari del campionato, con l’obiettivo di vincere per avere più gare a disposizione in cui ruotare e dare minutaggio ai ragazzi. Poi, certo, ora siamo ai quarti di finale: più ti avvicini al traguardo e più fai la bocca buona al risultato". 

BARBIERI E BARRENECHEA IN CHAMPIONS - "Gli esordi in prima squadra fanno sempre la felicità di tutto l’ambiente, ma il mio unico aiuto consiste nel far tenere i piedi per terra ai ragazzi coinvolti. Se arrivano fino a lì è perché hanno qualità, devono ringraziare solo loro stessi. Noi cerchiamo di accompagnarli, facendo attenzione soprattutto all’aspetto mentale". 

ILING - "Samuel lo scorso anno era in Primavera, ma anche nelle prime gare di questa stagione non ha patito il salto tra i professionisti. Ha qualità e fisico, ma soprattutto è già arrivato a livello di testa. Che poi potesse fin da subito incidere così, secondo me, non se lo aspettava nessuno. Ma questo dimostra che ci abbiamo visto giusto e, soprattutto, che ci aveva visto lungo la Juventus quando l’aveva preso". 

SOULE - "La decisione è stata presa da Allegri al fine di concedergli minuti e noi siamo stati ben contenti di accoglierlo: è cresciuto in questo gruppo, quindi non ha avuto bisogno di inserirsi. Le sue qualità tecniche sono evidenti, ma parlando con lui è emersa anche tutta l’umiltà del ragazzo". 
 
E IL PROSSIMO? - "Tanti hanno il potenziale per compiere il salto, ma bisogna procedere un passo alla volta: anche quelli più avanti nel percorso ora hanno bisogno di fare bene innanzitutto in Serie C". 

COSA CONTA - "Senza dubbio la testa: solo chi è già maturo a livello mentale riesce poi a sfruttare tutto il potenziale di cui dispone". 

UN DESIDERIO - "Quello che più mi piace è l’ambiente sereno in cui stiamo lavorando con i ragazzi: chiedo soltanto di mantenere questo clima, il resto verrà da sé".