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L'effetto domino, più l'effetto sorpresa. Ora la Juve si trova davanti a un bivio, anche se ha già scelto dove svoltare: il passo successivo all'addio di De Ligt, formalizzato nelle prossime ore, è l'arrivo di Gleison Bremer, ormai sempre più lontano dal Torino. Una scelta netta, un investimento chiaro e pesante: i bianconeri hanno accelerato tra le titubanze dell'Inter e ora sono pronti alla stretta finale. Nessun rilancio dei nerazzurri: ecco perché Arrivabene e Cherubini sentono di avere il giocatore in pugno, facendosi forti di un accordo fatto con giocatore e Torino. Cosa manca? L'ultimo ok. Poco più di una formalità. A prescindere, una presa di posizione netta che deve arrivare necessariamente dal calciatore. 

GLI ALTRI BINARI - Ma le strade del mercato Juve non sono finite. Anche perché le lacune restano, le idee non mancano, ma il tempo inizia a scarseggiare. E' il momento in cui o si fa la Juve o ci si inizia a preoccupare, e in questo senso dalla cessione di De Ligt in poi i bianconeri possono ingranare la marcia giusta per chiudere la rosa. Servirebbe un altro centrale (e occhio al possibile addio di Rugani), servirebbe un vice Vlahovic e pure un esterno, compatibilmente con le scelte sul futuro di Moise Kean. La sensazione è che possano arrivare alla fine altri due colpi, colpi veri, colpi importanti. Da Juventus

I NOMI - Dopo Bremer, allora, quale pista seguire? Semplice addizione di pensieri: il nome più caldo resta ancora quello di Nicolò Zaniolo, ma la Juve vuole farlo alle proprie condizioni e cioè con uno scambio di prestiti, magari con Arthur all'interno. Complicatissimo. Sul possibile e potenziale secondo centrale, tiene banco il nome di Milenkovic, nonostante l'insistenza dell'Inter e gli occhi del Napoli. Acerbi andrà via dalla Lazio, ma i bianconeri non sono al momento sul calciatore. Resta il nodo Morata: lo spagnolo tornerebbe, ma a titolo definitivo. La Juve apre al prestito e non trova la sponda dell'Atletico. Giorni bollenti.