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Come racconta Gazzetta, per la difesa il primo round si giocherà sulla legittimità. Il Collegio di Garanzia del Coni infatti si esprime solo sulla violazione di norme di diritto: decide sulla forma e non sul merito, ovvero può annullare la sentenza, confermarla o rinviare il giudizio alla Corte per un nuovo processo. Poi la Juve potrà ricorrere al Tar del Lazio e quindi al Consiglio di Stato. In Appello il nodo è sull’ammissibilità della revocazione che ha portato al nuovo processo sulle plusvalenze (la Juventus era già stata giudicata e assolta in primo e secondo grado): c’erano fatti significativamente nuovi per poterlo fare?

Secondo i legali della Juventus la Procura avrebbe ecceduto i termini per presentare la richiesta: gli atti non sarebbero stati ricevuti dalla Federcalcio il 24 novembre ma il 27 ottobre, mentre la richiesta di Chiné è stata firmata il 22 dicembre, quindi più di 30 giorni dopo, come stabilito dal codice di giustizia sportiva.