Cinque gol, otto assist, in diciotto presenze (ma più minuti giocati). L'avventura di Dejan Kulusevski al Tottenham si è rivelata un successo, e in tanti gli attribuiscono i meriti più grandi - insieme chiaramente a Son e Kane - nell'aver lanciato la grande rincorsa degli Spurs in zona Champions League. Conte se lo coccola, Paratici se lo gode: e la Juve? Lo rimpiange davvero?

DIFFICOLTA' E AMBIENTE -
Il Kulu visto a Torino non può essere certamente un rimpianto per la Juventus, che in 20 presenze in questa stagione ha ottenuto una sola rete e tre assist, più un gol decisivo in Champions League. Certo: i minuti in campo hanno sfiorato i mille, ma tra il grosso enigma tattico e una sensazione di totale spaesamento, per Dejan era necessario cambiare aria per rendere al meglio. Ergo: non è detto che insistendo alla fine la squadra bianconera avrebbe ottenuto il giocatore che si è visto a Londra. 

UN FUTURO RADIOSO - Ad attendere Kulusevski, un futuro radioso e certamente una crescita importante, sotto un allenatore che ha saputo valorizzare le sue doti. Con Allegri non c'è mai stato un feeling enorme: non nel rapporto, ma nelle richieste esaudite sempre con fatica dal giocatore. Il tecnico vedeva in Kulusevski un grosso enigma tattico all'interno del suo scacchiere. Alla fine, il sacrificio è stato effettuato per far avanzare un'altra pedina, in direzione Torino. Mettiamola così: per Vlahovic, sacrifichereste anche questo Kulu? La Juve l'ha deciso in tempi non sospetti, quando (anzi) i sospetti erano solo su Dejan. Tutto sommato: 45 milioni non sono male.