Le colpe della Juventus, nella finale di Coppa Italia contro l’Inter, sono sotto gli occhi di tutti. Altrettanto, però, quella della squadra arbitrale le cui decisioni sono pesate tanto nell’economia del match. Sono soprattutto quattro gli episodi finiti sotto la lente d’ingrandimento: i 2 rigori a favore dei nerazzurri, la mancata espulsione di Brozovic e il rigore non fischiato a Vlahovic. Questa mattina, Tuttosport raccoglie le opinioni espresse da diversi ex arbitri, che hanno fatto la moviola della finale di Roma.
 
Angelo Bonfrisco: “il fatto nodale è la doppia ammonizione di Brozovic, che già al 16’ rischia quando commette un fallo plateale e protesta in modo altrettanto plateale. Il primo giallo è frutto di un caso oggettivo di Spa (Stop a promising attack, azione potenzialmente pericolosa), ma quando Brozovic butta via il pallone si mette nelle condizioni di prendere un secondo cartellino. Il problema, per Valeri, sta nella motivazione data ad Allegri, così riassumibile: lui non stava protestando con me, ce l’aveva con i compagni. Ma così l’arbitro dimentica che, per regolamento, non si deve togliere il diritto al giocatore che deve usufruire di un calcio di punizione di batterlo velocemente, perciò Brozovic era da seconda ammonizione. La regola numero uno dev’essere questa: non bisogna gestire le partite, ma applicare il regolamento. Il primo rigore per l’Inter deriva da un contatto cercato, il secondo doveva fischiarlo Valeri, visto che se ne sono accorti tutti tranne lui. Sono tutte situazioni al limite e soggettive, però l’arbitro e il Var sono lì apposta...”
 
Graziano Cesari: “pesa molto il secondo cartellino giallo a Brozovic e sul rigore chiesto dalla Juve si vede De Vrij andare sulla scarpetta del serbo, che aveva spostato la palla, e solo dopo sulla sfera. Se c’è la moviola, anche questo episodio doveva essere analizzato”
 
Luca Marelli: “questi rigori in campo non si devono più fischiare. Con De Ligt c’è uno sfioramento sul piede, poi Lautaro cerca la gamba di Bonucci. Se Valeri fosse andato all’on-field-review, non ci sarebbe cascato. Su Brozovic l’arbitro ha chiuso gli occhi. Non parliamo di un giallo cumulativo tra fallo e protesta, faremmo il male degli arbitri”
 
Massimiliano Saccani: “Non confondiamo i tre piani, la visione dal campo, quella del Var e la moviola. Perciò dico che tutti o quasi avrebbero preso le stesse decisioni di Valeri in prima battuta. Forse solo sul secondo rigore per l’Inter avrebbe potuto fischiare lui, ma lì è intervenuto il Var perché si trattava di un chiaro ed evidente errore. Sui rigori bisogna chiedersi: esiste un margine di dubbio sul fatto che possano esserci? Se sì, allora il Var deve rimanere silente. Difatti, se Valeri avesse fischiato rigore su Vlahovic, il Var non sarebbe intervenuto. È una decisione di campo. La caduta di Lautaro è contestuale al contatto con De Ligt e Bonucci, quindi: siamo certi che abbia simulato? No, perciò decide l’arbitro. Se lo riguardo alla moviola è diverso: lì Lautaro cerca il rigore e nella caduta guarda Valeri prima di toccare terra. Però questo non è il Var. Brozovic? Si è assunto un rischio, ma lì c’è margine di interpretazione. Vlahovic-De Vrij? Alla moviola vedi che il serbo ha il piede davanti, ma parliamo di un altro sport, non è più calcio giocato”.