Cambia la maglia, ma non la personalità. Dopo essere stato nominato MVP nella partita contro la Spagna, persa dall'Italia per 2 a 1, anche nella "finalina" di Nations League contro il Belgio in scena all'Allianz Stadium Federico Chiesa ha offerto un'altra prestazione da fuoriclasse, l'ennesima, per il grande entusiasmo dei tifosi di "casa" che già nel primo tempo lo hanno esaltato con un coro ad personam. Schierato titolare in un attacco completato da Raspadori e Berardi, il numero 14 azzurro si è imposto fin da subito come leader della squadra, impegnandosi nelle sue classiche incursioni offensive senza mai risparmiarsi nemmeno quando si trattava di correre all'indietro per recuperare palloni e aggredire gli avversari. 

Inarrestabile, imprendibile per gli uomini di Roberto Martinez, è stato sempre lui a conquistare il calcio di rigore poi trasformato in rete da Domenico Berardi, subendo un fallo praticamente inevitabile da Castagne. Un momento d'oro, insomma, quello che sta vivendo l'attaccante classe 1997, come ha riconosciuto anche il CT Roberto Mancini. "Può giocare a destra o sinistra e non è mai in difficoltà, anche oggi ha fatto molto bene: per noi è un giocatore molto importante", ha dichiarato il tecnico al termine della partita, in cui Chiesa - ormai esausto - è stato sostituito solo al 90' dal suo omonimo Bernardeschi

Chiusa la parentesi in Nazionale, con il momento "clou" della stagione ormai alle porte Federico è pronto a tornare agli "ordini" di Massimiliano Allegri, un altro che come Mancini potrà sfruttare il suo indiscusso talento e la sua capacità di adattarsi a entrambi i lati del campo, coprendo le due fasce con la stessa intensità, senza particolari problemi. E se in tanti, nei giorni scorsi, si sono indispettiti per la sua assenza nella lista dei 30 giocatori candidati al Pallone d'Oro... beh, da oggi hanno un motivo in più per farlo.