In una Continassa (quasi) deserta vista la diaspora nazionale, in questi giorni il cuore del lavoro non riguarda direttamente la squadra, o almeno non in senso tradizionale. Come racconta Tuttosport, nel quartier generale della Juve è infatti scattata una sorta di "unità anticrisi" contro gli infortuni, sempre più oggetto di riflessioni e ragionamenti considerata la difficoltà dell'ultimo periodo nell'avere a disposizione tutti gli effettivi, tra problemi fisici di lungo termine, stop improvvisi e ricadute inattese. Stando al quotidiano, Massimiliano Allegri ha chiesto un dossier sul numero dei giocatori finiti ko, con le cause degli infortuni e le partite saltate: è emerso che la quantità è tutto sommato analoga a quella dello scorso anno, ma che la gestione di alcune situazioni potrebbe non essere stata adeguata. Si pensi, per esempio, alla ricadute di Wojciech Szczesny, Adrien Rabiot e Angel Di Maria, quest'ultimo uno dei casi più emblematici e spinosi.

INTENSITÀ - Il report, inoltre, sottolinea che i maggiori problemi si sono concentrati sugli adduttori (i muscoli interni della coscia), mentre la scorsa stagione a preoccupare maggiormente erano i flessori. Secondo il dottor Fabrizio Tencone, ex responsabile del settore medico bianconero, in questi casi, in sintesi, "se ti infortuni è perché o hai fatto di più di quello che ti eri preparato a fare oppure hai svolto meno esercizi del dovuto per rinforzare le zone delicate". Che sia tutto dovuto a una bassa intensità degli allenamenti, come suggerito da Matthijs De Ligt dopo il passaggio al Bayern Monaco? Se così fosse, per il dottor Tencone "non si potrebbe di certo ripartire a intensità altissima! Con dei picchi improvvisi si rischia molto. La parola chiave è "progressione", se si vuole salvaguardare la situazione infortuni".