Si può dire che oggi comincia una nuova era nella Juventus. L’era di due campioni che finora sono stati importanti ma non leader, decisivi però senza continuità, e che comunque non hanno mai potuto godere di una squadra costruita attorno a loro: Dybala e Chiesa. L’argentino non ha avuto il privilegio di essere il numero uno perché ha incrociato lungo la sua avventura in bianconero altri numeri uno più maturi, e quindi più autorevoli, rispetto a lui; l’ultimo di questi, manco a dirlo, è stato Cristiano Ronaldo. Quanto a Federico, la questione è soprattutto anagrafica: è giovane e alla Juve è arrivato da poco, logico che finora sia stato impegnato in una fase di crescita benché abbia già dimostrato di avere le stimmate del fuoriclasse.

Oggi, contro il Sassuolo, saranno entrambi titolari (Allegri dixit). Non è la prima volta nella stagione - era già successo contro l’Empoli e lo Spezia - ma è la prima volta da quando la Juve ha riacquistato stabilità e concretezza, mancando comunque di fantasia, estro, intraprendenza. Le qualità che Dybala e Chiesa possono fornire in grande quantità, sempre che siano sostenuti dalla condizione fisica e dal resto della squadra, a cominciare dal centrocampo. Se i due daranno il massimo di ciò che sono in grado di offrire alla causa bianconera, potrebbe essere prematuro considerare la Juve fuori dalla lotta per lo scudetto.

E’ importante soprattutto il ruolo di Dybala, il quale sta per firmare un contratto che lo legherà praticamente a vita alla Juve (fatte salve le rivoluzioni che il mercato può portare nel corso delle stagioni). Finalmente Paulo è al centro del mondo bianconero, lui che spesso si è dovuto adattare alle esigenze degli altri anche sul piano tattico: gli hanno affidato la fascia di capitano nelle tante circostanze in cui non c’è Chiellini, lo accontenteranno (o quasi) dal punto di vista economico. Tutte decisioni che portano verso un chiaro obiettivo: trasformarlo nel punto di riferimento della Juve dei giovani. Una Juve che - salvo cessioni - sarà costruita attorno a De Ligt e Locatelli, Kean e Kulusevski. E ovviamente Chiesa. Aspettando, chissà, anche Vlahovic.

@steagresti