Juventus e Atalanta è Massimiliano Allegri contro Gian Piero Gasperini. Due modi di intendere il calcio differenti, esponenti di diverse correnti di pensiero, entrambe molto riconoscibili.

La Gazzetta dello Sport oggi in edicola traccia un bel confronto tra i due allenatori, che condensiamo così:

TATTICA - Allegri ama difendere basso, spesso molto basso, non pressa quasi mai i passaggi avversari fino agli ultimi 30 metri, per poi cercare la verticalità soprattutto con la catena di destra Chiesa-Cuadrado. Paradossalmente, appare abbastanza distante dal suo mentore Giovanni Galeone, che al Pescara metteva in scena un gioco "zemaniano". Gasperini invece va all'uomo contro uomo a tutto campo e si affida al grande lavoro delle punte per gli inserimenti di centrocampisti e soprattutto trequartisti. Rimane molto fedele al suo modello Louis Van Gaal.

CHIAVI - Entrambi, pur grandi estimatori dei giocatori molto tecnici, hanno fondato e fondano il loro gioco su alcuni mediani che coniugano intensità, qualità e intelligenza tattica. Due emblemi: Sami Khedira per la Juve allegriana e Remo Freuler per la Dea gasperiniana.

AFFARI - In modo diverso, tutti e due valorizzano il materiale che hanno. Allegri centra sempre gli ottavi di Champions League, garantendo il minimo richiesto di risultati e dunque entrate economiche, e sa come mettere a frutto i giocatori che la dirigenza bianconera fiuta e gli mette a disposizione, vedi Pogba o Cancelo. E poi c'è Gasperini, autentica macchina da plusvalenze: nel suo peculiare sistema di gioco, ci sono giocatori che si esaltano e vengono rivenduti a prezzi importanti rispetto all'acquisto originario. Partiamo da Caldara, passiamo da Kessie, arriviamo a Romero...

CARATTERE - Allegri toscano dalla battuta facile e dai molteplici interessi, oltre che... ballerino nel suo rapporto con le donne. Gasperini un po' più riservato e schivo, grande amante della bici e della montagna.