La fretta con cui è stato esonerato Allegri non si è rivelata una buona consigliera, visto lo stallo in cui si trova la Juve per la scelta del nuovo allenatore. Però siamo sicuri che non sia stato Allegri a spingere per un “dentro o fuori” e per una risposta societaria che, noblesse oblige, doveva almeno rispettare i tempi richiesti dall’allenatore labronico? Ma Agnelli-Nedved-Paratici non avevano già il sostituto? Pare di no. E pare che non fossero d’accordo. Il Presidente non voleva il ritorno di Conte: non ha digerito certi modi, certe dichiarazioni, certe porte sbattute. Guardiola era un sogno, Zidane già partito.

Intendiamoci: Sarri non è una scelta di ripiego. Tutt’altro. Sarà più un’opportunità che un rischio. E di assenza di rischio alla Juve ne avevano abbastanza. D’altra parte, come è stato detto, quello del Chelsea non è il Sarri del Napoli. In una parola, è diventato più realista ed era ciò che gli mancava.

Resta il dubbio che non si riveli un sogno pure lui. Sono almeno due settimane che lo stallo continua, che le voci si susseguono, che il suo entourage lascia intendere che “domani è a Torino”, che il Chelsea è d’accordo, che Lampard (vecchia gloria ancor fresca) arriva in serata a Londra per firmare con i Blues. Ma… Ma non avviene niente: tutto in limine, sulla soglia…

E’ una questione di soldi e non si riesce nemmeno a sapere quanti. Ci vorrebbero 6 milioni di euro che la Juve dovrebbe versare al Chelsea oppure ne basterebbero poco più di 3? Perché quest’ultima è la cifra richiesta dal Derby County per liberare il proprio allenatore, cioè Lampard. Pecunia non olet, ma un tale balletto dell’immobilità può davvero reggersi su tale cifra?

Ne dubitiamo. Resta il fatto che siamo di fronte ad una scena inedita per la Juve e per il calcio in generale. Alla cronaca di un arrivo annunciato e, costantemente, rimandato.