Al momento, ancora nessuna ufficialità. Le indiscrezioni e non solo, però, danno ormai Maurizio Sarri pronto a prendersi - effettivamente - il suo posto in panchina. La Juventus a Firenze, quindi, ritrova il suo tecnico: anzi, il suo condottiero. Perché per quanto sia vero - tanto - che i professionisti non hanno bisogno della balia per svolgere il proprio mestiere, è anche certo che il carisma, la comunicazione, ma anche le intuizioni stesse, si sentono meglio da bordo campo che non dal cellulare. Così, dopo due settimane di graduale recupero durante gli allenamenti, Sarri sembra pronto al ritorno. O meglio, al debutto. 

PRESENZA- Se tutto dipendesse dalle idee, dai concetti, con un buon libro sottobraccio, chiunque potrebbe sedere sulle panchine di Serie A. La realtà, purtroppo per chi ha velleità da manager, racconta un'altra storia. Fare l'allenatore non è solo un mestiere di conoscenza, non basta "essere studiati" per poter aver voce in capitolo all'interno di uno spogliatoio. E Sarri, forse più di tanti altri, ha dimostrato che nella sua carriera l'intesa con la squadra, la quotidianità insomma, conta quanto un movimento offensivo. Per lui, che senza un passato da calciatore, ha fatto parlare il suo gioco, la costruzione di un gruppo è frutto di battute, di empatia, di rabbia persino. Tutte circostanze che, obbligato dai medici, non ha potuto vivere nei primi 180' di campionato. 

PARTITE - E i frutti del lavoro settimanale, si raccolgono solo la domenica (anche il sabato, il venerdì, il lunedì...). Insomma, le partite sono linfa vitale per un tecnico. Perché non ci sono solo i minuti che i giocatori passano in campo. Ci sono tanti piccoli attimi, di circostanza forse, che mettono però un allenatore di fronte ai suoi ragazzi: facce, espressioni, parole che servono a mettere a nudo i calciatori agli occhi di chi ne decide le sorti. Insomma, solo nell'attesa di un match, passeggiando nello spogliatoio, Sarri potrà conoscere al meglio De Ligt, Ronaldo, Pjanic e via tutti gli altri. Solo senza perdere di vista un secondo la squadra Sarri potrà mettere il suo nome nella storia di questa Juventus: ora, dopo mesi di teoria, Sarri stesso ha un bisogno disperato della pratica.