La scorsa sessione di mercato si è chiusa con un'anomala forbice in casa Juve tra soldi spesi (256,9 milioni) e incassati (99,5). Un gap difficilmente ripetibile, con la società bianconera che non a caso aveva già programmato una prossima sessione con l'obiettivo, la speranza, di poter partire da subito con un +100 alla voce: 'milioni incassati'. Un traguardo che però rischia seriamente di non poter essere tagliato. O quantomeno non così facilmente come in casa Juve ci si auspicava. Sono 100, infatti, i milioni previsti dalle principali operazioni in uscita che vedono un'opzione di riscatto non obbligatoria (almeno formalmente) da parte di altre società, anche se alcune prevedono un ulteriore diritto di controriscatto in favore della Juve. Ma da Higuain a Pjaca, passando per altre operazioni meno chiacchierate, ora i bianconeri rischiano seriamente di dover rifare tutto da capo o quasi. E allora cambia strategia in corsa. Ecco come.

IL PUNTO - La Juve valuta con estrema attenzione la possibilità di cambiare rotta in corsa, dunque. Partendo dai casi più eclatanti, considerando i sempre maggiori dubbi riguardanti la possibilità di Milan e Fiorentina di esercitare i rispettivi diritti di riscatto. Sono 36 i milioni a rischio per Higuain, 20 quelli per Pjaca. Il Pipita è al centro di un autentico caso, è scontento, spinge per tornare da Maurizio Sarri al Chelsea: e la Juve apre a questa ipotesi, accettando l'idea di un nuovo prestito ma garantito almeno sulle stesse cifre imbastite col Milan, che ormai cerca una soluzione alternativa ad Higuain. Diversa la situazione legata a Pjaca. L'accordo con la Fiorentina (2 milioni per il prestito oneroso, 20 per il diritto di riscatto con controriscatto fissato a 26 milioni) non ha mai assunto i contorni dell'acquisto posticipato per il club viola, la Fiorentina ha scommesso su di lui consapevole di avere poco da perdere. E ora che sembra chiaro il fatto che i viola non lo riscatteranno, la Juve vuole anticipare la prossima mossa, cercando in giro per l'Europa una società che possa acquistarlo anche subito seppur a prezzo di saldo.

GLI ALTRI – Da analizzare caso per caso invece la situazione legata ai restanti 44 milioni, distribuiti tra i riscatti di Riccardo Orsolini, Emil Audero, Alberto Cerri e Andrea Favilli (Genoa). Il pezzo forte in questo momento risponde al nome di Audero: per riscattarlo la Samp dovrà sborsare altri 14 milioni dopo il milione pagato per il prestito, ma la Juve conserva un diritto di controriscatto a quota 20 milioni ma sta lavorando per fare in modo che i blucerchiati possano aiutarla a fare cassa già a gennaio. Più avanti si penserà alle posizioni di Favilli (il Genoa ha già pagato 5 milioni, a luglio lo riscatterà per altri 7, controriscatto fissato a 17) e Orsolini (riscatto a 14 milioni per il Bologna, controriscatto a quasi 20 milioni). Tutto nelle mani del Cagliari invece il futuro di Cerri, l'obbligo di riscatto a 9 milioni scatterà con la salvezza.