commenta
Finalmente on-line "First Team Juventus", esclusiva Netflix

La Juventus da sempre traccia in anticipo le linee guida che vengono poi seguite a ruota dalle altre squadre italiane, ed anche stavolta si è ripetuto questo con il primo docu-film calcistico in onda (esclusiva di Netflix) a raccontare l’intera annata di una squadra di football nazionale.
Da ieri sono disponibili i primi 3 episodi della serie, ovviamente collegati alla prima parte di stagione della squadra di Allegri.
Un prodotto davvero ben confezionato nel complesso che ovviamente come tutte le opere innovative però ha anche delle pecche e lacune, ma che consiglio vivamente di guardare a tutti,  tifosi juventini e non, il prima possibile.

Primo episodio. Il discorso del Presidente.

Nel primo episodio, quello che colpisce di più è sicuramente il discorso di Andrea Agnelli ai calciatori prima della tradizionale amichevole di Villar Perosa.
Non puntare tutto subito sulla Champions League, nonostante la ferita ancora aperta, in questo caso lo trovo anche tempisticamente assai intelligente.

Secondo episodio. Marchisio, 20 anni di Juve.

Nel secondo episodio a farla da protagonista è Marchisio.
Claudio, è indubbiamente uno degli attori principali di questa serie, perché i suoi racconti a partire dal vivaio, i suoi saluti allo staff “invisibile” che l’ha visto crescere lì dentro per oltre 20 anni hanno anche dei risvolti strappalacrime, malinconici, nostalgici.
Molto belli anche gli esterni a casa con il piccolo Marchisio; il riferimento poi alla bontà del caffè con la Moka che ormai non utilizza quasi più nessuno perché la società contemporanea va sempre più di fretta e non ha più nemmeno il tempo di aspettare le cose buone è anche assai educativo. Fa riflettere molto.
Bello ed emozionante era stato anche il confronto paterno tra Pjanic e suo figlio nel primo episodio. Veramente tanta tenerezza in video.
Non siamo abituati a vedere i protagonisti del campo anche nelle loro versioni private, umane. Nelle loro debolezze.
E’ forse questa la vera innovazione di questo docu-film che vuole raccontare un’intera stagione, partendo purtroppo dalla delusione di Cardiff, l’ennesima finale persa di una coppa maledetta che tanto fa soffrire l’ambiente juventino come ricordato anche ai microfoni di Netflix da ex storici come Bettega, Del Piero e Torricelli.

Buffon. Il lungo addio.

Protagonista indiscusso della serie è sicuramente Gigi Buffon, anche perché la stagione narrata potrebbe coincidere con il suo ultimo anno da professionista; una storia nella storia.
C’è molta malinconia in tante fasi del documentario con Gigi chiamato più volte a ribadire che nulla è eterno nella vita.
Bello vedere alcuni momenti di campo e spogliatoio, sentire i strilli in allenamento di Allegri (anche verso Manzdukic) o vedere come vengono preparate alcune partite difficili come quella contro la Lazio, simulata nella replica del gioco dai dilettanti del Derthona, o quella contro il Napoli con Allegri che chiede agli attaccanti bianconeri di replicare i movimenti del tridente offensivo napoletano per testare la difesa juventina.

Terzo episodio. La svolta della stagione.

La vittoria svolta a Napoli la fa da protagonista nel terzo episodio insieme alla fondamentale qualificazione agli ottavi di Champions League con un Federico Bernardeschi protagonista e in bella mostra anche con le riprese in esterna da casa sua.
Simpaticissima poi la parte relativa alla realizzazione degli spot natalizi della squadra.
A chiudere la prima parte del docu-film, il discorso di Andrea Agnelli al party di Natale a consolidare l’importanza della continuità decennale della proprietà, unica nel suo genere, segreto dei successi bianconeri secondo Roberto Bettega.
Dal discorso di Villar Perosa a quello del party di Natale. Le prime tre puntate della serie si aprono e chiudono con le parole del presidente Andrea Agnelli.
Cosa saranno e cosa verrà narrato nelle prossime tre puntate, che vedremo dopo l’estate, lo scopriremo solo vivendo, perché la stagione bianconera è ancora tutta da scrivere e raccontare.

Dybala, dove sei?

C’è una grande lacuna, che non si può non evidenziare in questa prima metà del docu-film:
la mancanza o quasi di interviste dedicate e contributi in esterna di Paulo Dybala, che già ovviamente ha scatenato polemiche su social e media.
Pur non volendo sollevare un caso a tutti i costi, non vedere tra i protagonisti di questa serie tv il giocatore più amato e coccolato dai tifosi non è sicuramente una cosa bella. La Juve non ci fa sicuramente una bella figura.
Un consiglio finale, ho visto il docu-film sia in lingua italiana che in lingua inglese; non me ne voglia il narratore italiano ma la versione in inglese si fa nettamente preferire.