L'avevo scritto proprio nell'editoriale della settimana scorsa: per passare il turno in Champions League ed approdare ai quarti di finale alla Juventus serviva un'impresa.
Ed impresa vera alla fine è stata.
Contro ogni statistica, contro le difficoltà fisiche di infortuni di lungo corso e ultime defezioni, contro le difficoltà tecnico-tattiche della prima ora di gioco a Londra.
Un'impresa anche davvero inaspettata, nonostante la rosa della Juventus sia complessivamente superiore a quella del Tottenham, come espresso in diretta negli studi Mediaset nel corso della puntata di #Youpremium che mi ha visto ospite per commentare a freddo il successo di Wembley.
Il dubbio che mi assale da mercoledì scorso però è quello invece espresso ai microfoni di Radio Montecarlo Sport Network, durante il corso della trasmissione "Maracanà":
Allegri aveva sbagliato la formazione iniziale ed è stato poi fortunato (come un novello Gastone) a riparare ai suoi errori tattici al momento giusto o siamo dinanzi ad un vero e proprio mago capace di cambiare la partita attraverso mosse e cambi a volte inaspettati?
La verità, come quasi sempre, credo sia nel mezzo.
Aver riproposto Barzagli terzino destro, dinanzi poi ad uno scatenato Son, e aver schierato Matuidi fuori ruolo a centrocampo ha sicuramente spianato la strada al dominio tattico degli inglesi della prima ora di gioco.
Però, nonostante il predominio territoriale evidente, il gol di Son è arrivato solo in circostanze casuali e alla Juve manca inoltre un rigore grosso quanto una casa. Quindi, potrebbe anche esser stato un pericolo calcolato.
Le entrate di Asamoah (al posto proprio di Matuidi fuori posizione) con l'avanzamento di Alex Sandro e di Lichtsteiner con Barzagli riportato al suo ruolo naturale poi hanno indubbiamente cambiato la gara al momento perfetto.
Di certo Allegri non può essere considerato solo un allenatore fortunato, non può essere il Gastone di turno che trova soldi e soluzioni ovunque.
Non si arriva 2 volte in finale di Champions League in 3 anni e non si vincono 3 Scudetti e 3 Coppe Italia consecutive senza la bravura.
Probabilmente non va nemmeno esaltato come numero 1 come fatto dalla carta stampata in questi giorni (chissà senza i 3' di Londra che cosa avrebbero scritto, forse ne avrebbero chiesto addirittura le dimissioni...) ma sminuire la sua bravura ad arrivare quasi sempre sino in fondo ogni anno e ridurre il tutto a "che culo!" è davvero ingeneroso e inobiettivo.
Non gioca bene, vero, ma nella vita non si può avere sempre tutto e se alla Juve vincere è l'unica cosa che davvero conta, Allegri è l'allenatore perfetto.