L’opera di disgregazione del patrimonio Icardi è quasi completata. Qualche tempo fa l’Inter era in ansia perché la clausola rescissoria appariva troppo bassa per il valore del giocatore e si temeva di rimetterci un bel po’ di soldi. Ricordate a quanto ammonta quella clausola, di cui nessuno parla più? Centodieci milioni.

Al di là di come la si pensi su questa vicenda, se si stia dalla parte del giocatore oppure dell'Inter, è sotto gli occhi di tutti la svalutazione del patrimonio Icardi dal punto di vista economico. Oggi si ha la sensazione che i nerazzurri possano diventare perfino ricattabili.

Facciamoci una domanda provocatoria (ma nemmeno troppo): come si comporterebbe l’Inter se le arrivasse un’offerta da 25 o 30 milioni? Ipotizziamo (ma nemmeno troppo): poniamo che questa offerta giunga dalla Juve, magari dopo che ha raggiunto un’intesa con Icardi il quale fa sapere che accetta solo quella destinazione.

Ebbene, il club nerazzurro si troverebbe spalle al muro e di fronte avrebbe due strade, entrambe inquietanti: la prima, cedere alla grande rivale Juventus il suo calciatore più forte per una manciata di milioni; la seconda, tenerlo con sé rimettendoci i 25-30 milioni dei bianconeri e i 9 milioni lordi di ingaggio di Maurito (e dovendo comunque gestire l’argentino all’interno dell’ambiente interista, considerata anche la scadenza del suo contratto nel 2021).

Già, come risponderebbe l’Inter alla nostra domanda provocatoria (ma nemmeno troppo)? Forse basta aspettare per sapere.

@steagresti