Prima è rimasto sul pullman, poi è sceso per firmare qualche autografo ai tifosi che cantavano "Chi non salta è napoletano". Poi si è rivisto di nuovo in campo, accompagnato niente di meno che da John Elkan, dopo il riscaldamento che non ha seguito direttamente sul rettangolo verde a causa delle precarie condizioni fisiche. E' stato un primo Villar Perosa particolare per Maurizio Sarri che a causa dell'attaco influenzale patito ieri ha rischiato anche di non esserci proprio. Si vedeva che non stava bene. Era l'unico con una felpa girata attorno al collo come una sciarpa, nonostante i 30 gradi nel paesino della Val Chisone. L'atmosfera era calda, per il sole, per i tifosi, ma anche per la situazione della Juve che si trova a dover cedere 5-6 elementi che a 20 giorni dalla fine del mercato sarebbero fuori dalla lista Champions.

SILENZIO - L'ha spiegato la scorsa settimana a Stoccolma, Sarri, con parole che hanno fatto discutere. Oggi ci hanno pensato altri a farlo, dallo stesso John Elkann a Fabio Paratici che ha corretto il tiro rispetto alle parole della scorsa settimana. Nessun imbarazzo, semplicemente chi decide di restare sa che potrà non essere inserito nella lista Champions.Oggi Sarri non ha parlato, ufficialmente proprio a causa dei malanni che non sono proprio di stagione e rendendo un po' più strano l'appuntamento con la classica amichevole in famiglia dove, di solito, l'allenatore parla. Lo farà, eccome, nei prossimi giorni e prima dei prossimi appuntamenti che in meno di due settimane saranno già ufficiali. Il 24 agosto comincia il campionato a Parma e se niente si smuoverà sul mercato, la domanda chiave sulla formazione bianconera sarà sempre la stessa: chi sarà il centravanti? Oggi è Gonzalo Higuain. A Parma sarà probabilmente lo stesso.

BRONCIO - Sarri ci pensa, prova a incastrare i tanti tasselli a sua disposizione, forse anche troppi viste le rose che si è trovato a gestire in carriera. Si deve ancora abituare a tutta l'abbondanza che c'è oggi e che forse ci sarà anche prima della fine del mercato. Oggi, probabilmente, avrebbe voluto vedere la sua squadra in azione più dei soli 50 minuti concessi dai tifosi che al 5' della ripresa, dopo il gol di Cuadrado, hanno invaso il campo di Villar Perosa fischiando anticipatamente la fine dell'incontro. Sarri è stato scortato negli spogliatoi dalla security un po' scuro in volto. Colpa soprattutto dell'influenza anche se nella sua testa pesa la volontà di volere una rosa un po' più ristretta. Restano ancora una ventina di giorni per decidere il futuro, in un senso o nell'altro. La febbre, certamente, passerà prima.

@lorebetto