A Madrid, sponda Real, un po' si gioca e un po' ci si crede. A Lisbona, sponda Sporting, c'è anche mamma Dolores a fare il tifo per un clamoroso ritorno alle origini. A Manchester, sponda United, si resta alla finestra e si ragiona sul rifiuto di qualche anno fa che non ha lasciato indifferenti. A Parigi c'è un Psg che non esclude mai nulla ma che difficilmente avanzerà un'offerta per lui. E quando avrà tutte le carte sul tavolo, poi, Cristiano Ronaldo prenderà una decisione sul suo futuro. Tra le carte ovviamente quella con la “J” ben in vista, perché prima e dopo di tutto dovrà esserci il confronto tra CR7 e la dirigenza bianconera.

LA JUVE E IL REAL – La posizione della Juve è chiara. Uno come Ronaldo non verrà mai spinto via, anzi se Cristiano dovesse decidere di continuare in bianconero fino al termine del contratto o magari anche più in là, sarà sempre lui al centro del progetto. Se però Ronaldo dovesse decidere che la sua avventura sia giunta alle ultime curve, ecco che la Juve non si opporrà: la minusvalenza da 29 milioni è qualcosa su cui ragionare aspettando offerte, ma il risparmio di quasi 60 milioni lordi di ingaggio sarebbe una motivazione più che sufficiente per accettare di buon grado il suo addio anche senza nulla in cambio. Ma oggi è ancora la Juve a rappresentare l'opzione più probabile in vista della prossima stagione, troppi i vantaggi fiscali (sugli introiti commerciali extra-italiani) e di ingaggio per dire basta in anticipo, soprattutto rispetto a quanto dovrebbe affrontare in Spagna. Per quanto Marca abbia rivelato quanto in casa Real si stia facendo di conto: un anno di ingaggio permetterebbe a Ronaldo di rimandare il problema ai guadagni non legati al contratto da calciatore, per poi rinviare la questione al 2022 quando CR7 potrebbe anche decidere di passare davvero allo Sporting nell'anno spezzato dal Mondiale.

Che farà Ronaldo? Scopri in gallery il borsino sul suo