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Forse è stato l’unico a salvarsi dalla disfatta contro la Fiorentina, perché Pirlo ha deciso di richiamarlo in panchina dopo l’espulsione di Cuadrado. L’ultima apparizione di Aaron Ramsey in questo 2020 è stata breve, di 20 minuti, chiusa con un calcio ad una bottiglia d’acqua al rientro in panchina. Frustrazione per come si era messa la partita, sensazione provata ogniqualvolta un suo muscolo lo ha costretto a fermarsi in questa prima parte di stagione. Ma anche gioia e bellezza, anche tanta, perché il gallese, in campo, è tanta roba. Se n’è accorto anche Pirlo, che ne ha elogiato spesso e volentieri la sua intelligenza tattica: “Quando è al 100%, preferisco averlo in campo”.

DUALISMO – Ramsey vive un perfetto dualismo alla Juventus. Quando gioca convince tutti, l’ex Arsenal sta proponendo la versione migliore di se stesso dopo il buio dell’anno scorso. La prestazione di Parma il manifesto, anche se i numeri non gli rendono giustizia, perché i soli 2 assist e 0 gol all’attivo non spiegano il grande apporto che garantisce alla squadra. Il 30enne è un preziosissimo collante tra centrocampo e attacco, capace di inserirsi e rifinire, garantisce imprevedibilità e offre un’invidiabile fase difensiva che genera il richiestissimo equilibrio. Pirlo lo vuole in campo quando è al 100%, ma quando lo è? Da una parte fondamentale in campo, dall’altra facilmente arruolabile nella lista dei non convocati a causa di ripetuti infortuni (2 volte quest’anno), che non lo rendono del tutto affidabile. Per questo la Juve sta ragionando anche in ottica futura

MERCATO – Il gallese è ai piedi del podio degli stipendi più alti in rosa: 7 milioni di euro, meglio di lui solo Cristiano Ronaldo, De Ligt e Dybala. Come riporta Tuttosport, sono in atto anche valutazioni economiche, nel contesto di un club molto attento al ridimensionamento del monte ingaggi. Pirlo ha espresso il suo giudizio tecnico, Ramsey ha risposto sul campo ma la fragilità muscolare obbliga la Juve ad effettuare delle considerazioni, con un occhio rivolto al bilancio.