commenta

Con lui o contro di lui. Con un colpo di testa da vero killer dell’area di rigore, Cristiano Ronaldo ha salvato sia la Juventus che Pirlo nel derby contro il Torino, proiettando la squadra alla sfida di mercoledì contro il Napoli, cruciale per i destini bianconeri. A trascinare ci sarà ancora lui, CR7, ma fino a quando lo farà? Perché la sequenza delle disfatte juventine, dall’uscita della Champions League fino all’addio alla corsa scudetto con la sconfitta contro il Benevento, ha alimentato i pensieri sul futuro del portoghese. Tra un rumors spagnolo e l’altro di un suo possibile ritorno a Madrid, la parola ‘fallimento’ è stata accostata al progetto avviato nell’estate del 2018 con il suo acquisto. In molti ritengono che una sua cessione sia necessaria per sganciarsi dal peso ingombrante della sua immensità, sia sportiva che economica, ma in questa sede analizzeremo perché vale la pena puntare ancora su di lui.

IMMENSITÀ - Innanzitutto, per l’appunto, per la sua stessa immensità. Siamo al cospetto di uno dei giocatori più forti di tutti i tempi, ha superato Pelè nella classifica dei marcatori all-time (772 gol in carriera) e ha siglato 135 reti in Champions League. Numeri e record che, spulciando le statistiche, piovono a cascata. Quest’anno ha abdicato proprio nel suo giardino di casa, lasciando a Chiesa l’onere di provare a ribaltare le sorti della qualificazione. Ad un solo anno dalla scadenza del contratto (2022), vale la pena riprovarci assieme, dare un ultimo assalto alla coppa delle grandi orecchie, nonostante quest’anno sia stato controverso.

VOGLIA DI RIVALSA - Posto che l’obbligo sarà quello di assicurarsi la partecipazione alla prossima Champions (non scontata vista la bagarre in classifica) a cui è strettamente legata la permanenza di Ronaldo, la Juve potrà contare sulla sua incredibile voglia di rivalsa. Reciproca, tra club e giocatore, perché dopo aver raschiato il fondo del barile non si può fare altro che risalire la china. Saranno 37 gli anni per Ronaldo il prossimo 5 febbraio, ma non sarà una carta d’identità un po’ più datata a frenargli la voglia di riconquistare il mondo, nonostante ci siano stelle come Mbappé e Haaland che stanno reclamando il loro status. Dovrà solo gestirsi fisicamente, giocare meno partite per farsi trovare lucido nel momento che conta. Quest’anno è stato chiamato agli straordinari, perché del suo apporto ce n’è sempre stato bisogno.

RONALDO CONTRO DYBALA – Ovviamente, trattandosi di un giocatore unico nel suo genere, sarà proprio lui a decidere il da farsi per la prossima stagione, perché dalla Continassa sono arrivati copiosi attestati di stima. Sia per bocca di Pirlo che per bocca della società, chi ha Ronaldo se lo tiene stretto, stop. In questo momento poi, la Vecchia Signora sembra essere più incline a continuare l'era del portoghese piuttosto che rinnovare la fiducia a Paulo Dybala, al centro delle critiche per la cena a casa di McKennie, che gli è costata l’esclusione dal derby. Non il massimo della professionalità per un giocatore attorno a cui, a detto di molti, costruire la Juve del futuro. Tra l’altro, l’ex Real Madrid si è mostrato fisicamente più integro, a 36 anni, rispetto alla Joya, 27 anni: 2.961 minuti stagionali contro 859, numeri che fanno riflettere.

QUESTIONE DI MERCATO – Inoltre, tra i due è proprio Dybala quello più vendibile sul mercato. Dopo i recenti fatti di cronaca, il rapporto tra l’argentino e il club si è ulteriormente deteriorato, in più il monito lanciato dalla semestrale pubblicata dal club a dicembre (“la Juventus potrebbe far ricorso ad operazione di cessione di diritti alle prestazioni sportive di calciatori”) pongono Dybala come pezzo pregiato per fare cassa. Seppur Ronaldo pesi a bilancio 87 milioni di euro a stagione (58 milioni lordi di stipendio e 29 di ammortamento), il valore residuo della Joya nella prossima stagione sarà pari a 5,5 milioni. Una sua cessione comporterebbe una plusvalenza quasi netta, difficile da ottenere con Ronaldo, che chiederebbe a qualsiasi pretendente almeno 30 milioni di euro di stipendio.

TRA AZZARDO E OSTINAZIONE - “Non esistono anni di transizione” disse Fabio Paratici dopo la sconfitta contro il Benevento, anche se la stagione in corso ha i tipici tratti della categoria in questione. Nuovo allenatore, per di più esordiente, passaggio di consegne nello spogliatoio, cadute inaspettate che porteranno alla fine del dominio juventino in Italia. Nel vortice di eventi è finito anche Cristiano Ronaldo, a volte parso solo, altre volte distaccato, incupito in una sfida contro se stesso. Quelle che lui ha sempre vinto in carriera, per le quali si batte ogni giorno sui campi della Continassa. E quando è sbarcato a Torino, il chiodo fisso in testa era solo uno, alzare la Champions League. Dal 2018, però, solo cadute, che non fanno felici né la Juve né CR7. Ma, in bilico tra l’azzardo e l’ostinazione, puntare ancora su Ronaldo può essere la soluzione giusta. In fin dei conti, è solo uno dei giocatori più forti che abbiano mai calcato i campi da calcio, anche a 36 anni.


Per leggere invece un'opinione su perché sia meglio cedere Ronaldo, CLICCA QUI