Danilo a centrocampo non avrebbe dovuto sorprenderci. Almeno non i lettori più fedeli di questa rubrica. Perché? Be’, è da Juve-Novara che mettiamo in luce la rigenerazione tattica operata da Pirlo su questo giocatore, e siamo stati molto probabilmente i primi a farlo. Parlare di falso terzino, evidenziarne l’apporto e i compiti in fase di costruzione significa già concepire Danilo come una sorta di centrocampista aggiunto. Potremmo infatti sbarazzarci di questo termine desueto sostituendolo una volta per tutte con una funzione. Quella del costruttore. Danilo per Andrea Pirlo è sostanzialmente un costruttore. Ora, contro la Lazio, a pensarci bene, Danilo ha ricoperto quella zona centrale di campo soltanto meno dinamicamente del solito, quindi in maniera più continua. Tutto qui.

 Era già abituato a determinate situazioni (come ad esempio ricevere palla davanti alla difesa), proprio perché il calcio del Maestro tende a oltrepassare (con tutti i rischi che ne conseguono) una concezione rigida del sistema di gioco, sicché non a caso e per qualcosa si parla di sistema fluido. Ma in tutta questa fluidità è poi normale affogare in un bicchiere d’acqua tanto per i giocatori coinvolti quanto soprattutto per i commentatori disorientati, i quali ancora non si sbilanciano sulla Juve di Pirlo. Aspettano Juve-Porto com’è normale che sia, lo capisco. Detto ciò, tornando al nostro discorso, la scelta di schierare Danilo a centrocampo contro la Lazio ci ha sorpreso ugualmente. Come mai? Rivedremo questa mossa? È credibile Danilo in quella posizione o si è trattato solo di un felice ballo in maschera?